Qui Juve: sosta campionato con vista sull’infermeria

(daniele amadasi)  La sosta invernale è arrivata anche in casa Juve con i bianconeri pronti a ricaricare le batterie prima della tripla ripresa, considerando i fronti campionato, Champions League e Coppa Italia.
Due settimane di assenza da gare ufficiali, ma solo una di fatto dall’attività del campo, con una Juve che dopo aver ceduto in prestito secco semestrale ma oneroso per un milione di €uro il trequartista Marko Pjaca alla formazione tedesca dello Shalke’04, guarderà molto al comparto infermeria, con occhi puntati principalmente sulle condizioni fisiche di Cuadrado,  Marchisio e Dybala, considerando che i vari  Gigi Buffon, Mattia De Sciglio, Benedikt Höwedes e Stefano Sturaro sono quasi pronti al rientro.

Per Juan Cuadrado da tempo si monitora il ripetuto problema all’inguine con lo staff medico juventino al lavoro quotidiano per risolvere una volta per tutte la causa dello stop del colombiano.
Analogo discorso per Claudio Marchisio perchè la fretta è cattiva consigliere ed ai bianconeri per la seconda parte di stagione serve un Principino a pieno e non a mezzo servizio.
Situazione leggermente diversa invece per Paulo Dybala che dovrà rimanere fermo per 40 giorni considerando la lesione distrattiva ai flessori della coscia destra riportata sabato sera nella non semplice di Cagliari, vinta a fatica e di misura dai bianconeri grazie alla rete di Federico Bernardeschi ad undici minuti dal novantesimo.

Con queste premesse sino a martedì 16 gennaio, giorno della ripresa degli allenamenti in quel di Vinovo, a tenere banco in casa bianconera sarà la ricca e fitta programmazione dei nove impegni ufficiali incastrati fra le serate dello Stadium di lunedì 22 gennaio e mercoledì 28 febbraio, dedicate rispettivamente al posticipo della 21.esima giornata di Serie A contro il Genoa ed alla gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta.
Nel mezzo altre sette gare dal triplo fronte, con i match di campionato contro ChievoVerona (28 gennaio), Sassuolo (4 febbraio), Fiorentina (11 febbraio), Torino (18 febbraio) ed Atalanta (25 febbraio), l’andata della semifinale di Coppa Italia a Bergamo (31 gennaio) e la prima sfida al Tottenham Hotspur in Uefa Champions League (13 febbraio allo Stadium).

Dal fronte calciomercato infine, prestito di Pjaca a parte, nessuna novità visto che come da testuali parole dell’Amministratore Delegato Beppe Marotta “la sessione di mercato di gennaio è la cosiddetta di riparazione e la Juventus non ha ad oggi nulla da riparare”, considerando tra l’altro, aggiungiamo noi,  che per giugno i bianconeri oltre ad essere già certi degli arrivi dei vari Mattia Caldara, Leonardo Spinazzola e Pol Lirola, sperano a breve di poter ufficializzare anche i due colpi big ed a parametro zero rappresentati da Emre Can del Liverpool e Stefan De Vrij dalla Lazio.

Qui Torino: dopo il derby è già iniziata la cura Mazzarri

(luca rolandi)  Al netto delle polemiche sulla Var e sull’ennesimo derby perduto il Toro ha iniziato l’anno con una rivoluzione preparata per tempo dal patron Urbano Cairo ma deflagrata dopo la sconfitta nella stracittadina della Mole dei quarti di Coppa Italia.
Cairo e Petrachi hanno notato, nonostante le pesanti assenze, come Sinisa Mihajlovic avesse ormai perso completamente il controllo dello spogliatoio e che fosse il tempo di un cambio alla guida tecnica.

E nella notte tra il 3 e 4 gennaio tutto ciò è avvenuto con l’esonero del tecnico serbo e l’arrivo di Walter Mazzarri, dopo due anni di esilio in Inghilterra sulla panchina del Watford. Il fumantino Mazzarri si è subito identificato nel cuore Toro che ben si addice ai romantici tifosi granata ed ha, in poche ore, rivitalizzato un ambiente depresso e schiumoso di rabbia per la tradizionale sconfitta nel derby di Torino (i granata in vent’anni hanno vinto una sola volta e perso o pareggiato, sempre in un mare di polemiche).

Certo il Presidente dei granata Cairo non convince ancora il popolo granata per il suo impegno. Servirebbe qualcosa di più, investimenti più massicci e una struttura societaria decisamente più ampia e adeguata a ciò che oggi serve per emergere a livello nazionale per non dire internazionale. Vedremo. Nel frattempo dopo il 3-0 al Bologna di Donadoni e un bilancio in chiaroscuro dopo un girone di andata troppo altalenante, in attesa di recuperare Belotti e compagni, vedremo se ci sarà qualche innesto nel mercato di gennaio.

Il popolo granata attende e spera in Mazzarri, rimarrà calmo e accomodante almeno fino al prossimo derby, programmato per metà febbraio, gustandosi una ripresa di campionato che potrebbe ridare entusiasmando in ottica qualificazione Europa League considerando i non impossibili impegni contro Sassuolo (21 gennaio), Benevento (28 gennaio), Sampdoria (4 febbraio) ed Udinese (11 febbraio).

Qui Milan: derby e Crotone i punti per la ripartenza rossonera

(daniele amadasi)  Dopo le sconfitte in campionato contro l’Hellas Verona (0-3) e l’Atalanta (0-2) la stagione del Milan aveva preso una piega fallimentare, ma per fortuna della causa rossonera capitan Bonucci e soci hanno messo importanti pezzi riparatrici a cavallo di fine 2017 ed inizio 2018.

Difatti al successo nel derby contro l’Inter nella gara unica dei quarti di Coppa Italia firmato da Patrick Cutrone con annesso passaggio del turno in semifinale, hanno fatto seguito l’importante pareggio in casa della Fiorentina grazie alla marcatura di Hakan Calhanoglu e la vittoria interna contro il Crotone con la prima rete in maglia rossonera di Leonardo Bonucci.
Con queste premesse il Milan è riuscito ad archiviare la 20.esima giornata di campionato e le due successive settimane di sosta invernale all’ottavo posto a quota 28 punti in coabitazione di Fiorentina, Udinese e Torino ma in piena corsa qualificazione Europa League considerando il doppio sesto posto firmato da Atalanta e Sampdoria a quota 30.

Sosta campionato che dovrà servire ai rossoneri di Mister Gattuso di perdere il retaggio dello sterile possesso Milan caro all’ex allenatore Montella, di sfornare un nuovo e produttivo gioco anche grazie alla ritrovata forma di Lucas Biglia e di aumentare la fase offensiva sfruttando al meglio le vene realizzative insite a Nikola Kalinic o da scovare in Andrè Silva.
Rimanendo poi in tema giocatori singoli va segnalato che alla causa rossonera saranno utilissimi anche il rientro all’attività fisica di Andrea Conti ed il completo inserimento a livello atletico di Franck Kessié, ancora lontano parente dell’ottimo giocatore conosciuto e visto nella scorsa stagione a Bergamo con la maglia dell’Atalanta.

Terminata la sosta invernale alla ripresa delle ostilità il Milan sarà impegnato su ben tre fronti, considerando gli impegni di campionato contro il Cagliari nella trasferta di domenica 21 gennaio ed in casa contro la Lazio domenica 28, l’andata della semifinale di Coppa Italia a sempre a San Siro contro la Lazio di mercoledì 31 gennaio e quella dei sedicesimi di Europa League in Bulgaria sul campo del Ludogorets nella serata di giovedì 15 febbraio, preceduta questa da altre due gare di Serie A contro Udinese (4 febbraio) e Spal (11 febbraio).

Qui Inter: ripartire dopo la sosta ritrovando la forma migliore

(andrea bosio)  Dopo la prima giornata del girone di ritorno, se finisse oggi il campionato, l’Inter avrebbe centrato l’obbiettivo stagionale. Anche in caso di vittorie di Lazio e Roma nei rispettivi recuperi, i nerazzurri chiuderebbero infatti al quarto posto.

Ciò detto, quando analizziamo numeri e filmati delle gare fino a dicembre e li confrontiamo con le ultime  (sia in campionato che in Coppa Italia), l’orizzonte inizia a presentare contorni non troppo entusiasmanti.
La squadra sta dimostrando una palese involuzione sia in fatto di gioco sia, cosa ancor più preoccupante, sotto il profilo della mentalità. Come ha già sottolineato Spalletti, probabilmente qualche giocatore ha ceduto sotto il peso delle responsabilità.
Se prima la macchina Inter dimostrava di avere tutti gli ingranaggi che lavoravano nella stessa direzione, pur con alcuni errori caratteristici delle squadre in costruzione, adesso l’impressione è che in squadra ci siano calciatori più presenti e vogliosi di arrivare all’obbiettivo rispetto ad altri.
Al netto della condizione atletica, che per una rosa corta come quella nerazzurra inevitabilmente incide,  sembra essere l’atteggiamento la variabile che più di tutte sia mutata in modo repentino.
E’ difficile che una squadra vinca all’olimpico con la Roma e il derby di campionato, non perda (senza subire gol)  in trasferta con Napoli e Juve e poi, inanelli un filotto di sei gare, nelle due competizioni nazionali, senza vittorie.

Da un certo punto di vista, considerando il passato e l’ambiente dell’Inter, penso che Spalletti sia chiamato a  un grande lavoro e, per assurdo, se tanti hanno considerato come miracoloso il compito svolto nella prima parte dell’anno,  sono convinto che quello che lo attende nei prossimi mesi sarà ancora più complicato.
Mi spiego meglio. A inizio anno, il Mister è stato bravissimo a far gruppo in un contesto abbastanza scarico in fatto di  aspettative. La stragrande maggioranza dei tifosi e dei media considerava tutt’altro che facile l’approdo al quarto posto.
Il tecnico di Certaldo con grande impegno e toccando le giuste corde del gruppo ha fatto fino a ora  un lavoro davvero eccezionale. Sull’entusiasmo delle prime vittorie, alcune prestigiose, ha saputo convogliare sui binari migliori la ricostruzione che era chiamato a operare nelle prime settimane. Poi, è stato bravo a gestire le prime euforie frutto delle continue vittorie e dei primi commenti favorevoli, che avrebbero potuto distogliere la concentrazione sul lavoro da svolgere.

Adesso, il compito più difficile: far tornare tutti a remare nella stessa direzione, recuperare la condizione atletica e psicologica e gestire i nuovi innesti. Sappiamo tutti che, per diversi motivi, non sarà una sessione di mercato economicamente dispendiosa ma, la società non può dissipare i 42 punti raccolti, la serietà dell’ottimo lavoro svolto e, non ultima, la grande passione di una tifoseria sempre presente. Senza cullare sogni inarrivabili, è normale pensare che la società puntelli questa rosa e quindi Spalletti dovrà dare continuità a quanto di buono ha già fatto con i vari Borja Valero, Vecino, Skriniar e Cancelo.
Tanti tecnici in passato, quando si sono palesate le prime difficoltà all’Inter si sono sciolti come neve al sole.
L’augurio da fare al bravo Spalletti è che con l’aiuto della società e anche dei tifosi, possa dimostrare ancora una  volta il proprio valore, portando la Beneamata ad un ritorno nell’Europa che le compete per storia e blasone.

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