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Coppa d’Africa: nella finale di Rabat trionfa il Senegal ai supplementari sul Marocco

(daniele amadasi) La 36.esima edizione della Coppa d’Africa sotto egida CAF (Confédération Africaine de Football) disputata in Marocco dal 21 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026, è stata vinta dal Senegal che nella finalissima di ieri sera disputata davanti ai 70 mila spettatori del Prince Moulay Abdellah Stadium di Rabat, ha superato la resistenza dei padroni di casa del Marocco proclamandosi per la seconda volta nella loro storia campioni del continente africano ed ereditando il titolo vinto nell’ultima edizione del 2023 dalla Costa d’Avorio.

Una finalissima che entrerà nella storia del calcio africano e non solo perchè al nono minuto di recupero dopo la concessione di un rigore al Marocco attraverso l’uso del Var ed altri quattro minuti di attesa, il Senegal per protesta aveva abbandonato il terreno di gioco, ritornando solo dopo 10 minuti, consentendo così l’esecuzione del penalty, fallito in maniera assurda con un cucchiaio sbagliato da Brahim Díaz che invece di realizzare la rete della vittoria del Marocco ha regalato il pallone ad Edouard Mendy, portiere del Senegal ed i supplementari agli spettatori.
Tempi supplementari iniziati con il gol del Senegal dopo soli quattro minuti da parte di Pape Gueye con un gran tiro ad incrociare dal limite terminato all’incrocio dei pali, proseguite con l’inutile assalto del Marocco, vicinissimo al pareggio con un colpo di testa di Nayef Aguerd terminato sulla traversa e terminati con il trionfo del Senegal.

Di seguito il resoconto della Coppa d’Africa 2025-2026, a partire dalle classifiche finali al termine della fase eliminatoria a gironi.
Gruppo A: Marocco 7 punti, Mali 3 punti, Comore 2 e Zambia 2.
Gruppo B: Egitto 7 punti, Sudafrica 6, Angola 2 e Zimbabwe 1.
Gruppo C: Nigeria 9 punti, Tunisia 4, Tanzania 2 ed Uganda 1.
Gruppo D: Senegal 7 punti, RD Congo 7, Benin 3 e Botswana 0.
Gruppo E: Algeria 9 punti, Burkina Faso 6, Sudan 3 e Guinea 0.
Gruppo F: Costa d’Avorio 7, Camerun 7, Mozambico 3 e Gabon 0.

Al termine della prima fase che ha visto la partecipazione di 24 nazionali, le prime due classificate di ogni girone e le quattro migliori terze classificate (Mozambico, Benin, Sudan e Tanzania) si sono qualificate per la fase a play-off ad eliminazione diretta, della quale riportiamo di seguito tutti i risultati a partire dagli ottavi di finale.

Ottavi di finale: Senegal – Sudan 3-1, Mali – Tunisia 3-2 dopo i rigori (1-1), Marocco – Tanzania 1-0, Sudafrica – Camerun 1-2, Egitto – Benin 3-1, Nigeria – Mozambico 4-0, Algeria – Congo 1-0 e Costa d’Avorio – Burkina Faso 3-0.
Quarti di finale: Mali – Senegal 0-1, Camerun – Marocco 0-2, Algeria – Nigeria 0-2 ed Egitto – Costa d’Avorio 3-2.
Semifinali: Nigeria – Marocco 2-4 dopo i rigori (0-0 al 120.esimo) e Senegal – Egitto 1-0.
Finale: Marocco – Senegal 0-1 dopo i supplementari.

La rosa del Senegal (28 giocatori) neo campione d’Africa.
Portieri (3): Yehvann Diouf (Nizza), Edouard Mendy (Al-Ahli) e Mory Diaw (Le Havre).
Difensori (7): Mamadou Sarr (Strasburgo), Kalidou Koulibaly (Al-Hilal), Abdoulaye Seck (Maccabi Haifa), Ismail Jakobs (Galatasaray), Moussa Niakhaté (Olympique Lione, Antoine Mendy (Nizza) ed El Hadji Malick Diouf (West Ham).
Centrocampisti (8): Idrissa Gueye (Everton), Pathé Ciss (Rayo Vallecano), Habib Diarra (Sunderland), Lamine Camara (Monaco), Pape Matar Sarr (Tottenham Hotspur), Ousseynou Niang (Union Saint-Gilloise), Pape Gueye (Villareal) e Mamadou Lamine Camara (RS Berkane).
Attaccanti (10): Boulaye Dia (Lazio), Sadio Mané (Al-Nassr), Nicolas Jackson (Bayern Monaco), Cherif Ndiaye (Samsunspor), Iliman Ndiaye (Everton), Krépin Diatta (Monaco), Ismaïla Sarr (Crystal Palace), Habib Diallo (Metz), Cheikh Tidiane (Metz) e Ibrahim Mbaye (Paris Saint-Germain).
Allenatore: Pape Thiaw (Senegal).

L’albo d’oro della Coppa d’Africa, giunta alla sua 35.esima edizione.
6 successi: Egitto.
5 successi: Camerun.
4 successi: Ghana.
3 successi: Nigeria e Costa d’Avorio.
2 successi: Algeria e Senegal
1 successo: Zaire, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Congo, Marocco, Sudafrica, Tunisia, Zambia e Repubblica Araba Unita.

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Coppa Intercontinentale FIFA: nella finale di Doha trionfa il PSG ai rigori sul Flamengo

(daniele amadasi)  L’edizione 2025 della Coppa Intercontinentale FIFA è andata ai francesi del Paris Saint Germain, grazie alla vittoria ottenuta ai rigori nella finalissima contro i brasiliani del Flamengo, che chiude in maniera quasi perfetta l’anno d’oro dei parigini che dopo i trionfi nazionali (campionato, coppa e supercoppa) ed europei Uefa (Champions League e Supercoppa) avevano anche ottenuto il secondo posto al Mondiale Fifa per club, perdendo in finale contro il Chelsea.

Strutturata in versione tabellino tennistico su più turni, ad eliminazione diretta e con teste di serie, l’edizione 2025 della Coppa Intercontinentale FIFA ha visto al via le sei squadre vincitrici delle diverse edizioni delle Coppe Campioni per singolo contenente (CONCACAF Centro e Nord America, CONMEBOL Sud America, UEFA Europa, CAF Africa, OFC Oceania, AFC Asia e Medio Oriente).
Primo turno (ottavi di finale): Piramyds (Egitto) – Auckland City (Australia) 3-0.
Secondo turno (quarti di finale): Cruz Azul (Messico) – Flamengo (Brasile) 1-2 ed Al Ahli (Arabia Saudita) – Piramyds (Egitto) 1-3.
Terzo turno (semifinale): Flamengo (Brasile) – Piramyds (Egitto) 2-0.
Quarto turno (finale): Paris Saint Germain (Francia) – Flamengo (Brasile) 3-2 dopo i rigori.

L’albo d’oro della Coppa Intercontinentale FIFA.
1960: Real Madrid (Spagna); 1961: Peñarol (Uruguay); 1962: Santos (Brasile); 1963: Santos (Brasile); 1964: Inter (Italia); 1965: Inter (Italia); 1966: Peñarol (Uruguay); 1967: Racing Club Avellaneda (Argentina); 1968: Estudiantes (Argentina); 1969: Milan (Italia); 1970: Feyenoord (Olanda); 1971: Nacional (Uruguay); 1972: Ajax (Olanda); 1973: Independiente (Argentina); 1974: Atlético Madrid (Spagna); 1975: non disputata; 1976: Bayern Monaco (Germania); 1977: Boca Juniors (Argentina); 1978: non disputata; 1979: Olimpia Asuncion (Paraguay); 1980: Nacional Montevideo (Uruguay); 1981: Flamengo (Brasile); 1982: Peñarol (Uruguay); 1983: Grêmio (Brasile); 1984: Independiente (Argentina); 1985: Juventus (Italia); 1986: River Plate (Argentina); 1987: Porto (Portogallo); 1988: Nacional Montevideo (Uruguay);1989: Milan (Italia); 1990: Milan (Italia); 1991: Stella Rossa Belgrado (Serbia);
1992: San Paolo (Brasile); 1993: San Paolo (Brasile); 1994: Vélez Sarsfield (Argentina); 1995: Ajax (Olanda); 1996: Juventus (Italia); 1997: Borussia Dortmund (Germania); 1998: Real Madrid (Spagna); 1999: Manchester United (Inghilterra); 2000: Boca Juniors (Argentina); 2001: Bayern Monaco (Germania); 2002: Real Madrid (Spagna); 2003: Boca Juniors (Argentina); 2004: Porto (Portogallo); 2005: San Paolo (Brasile); 2006: Internacional Porto Alegre (Brasile); 2007: Milan (Italia); 2008: Manchester United (Inghilterra); 2009: Barcellona (Spagna); 2010: Inter (Italia); 2011: Barcellona (Spagna); 2012: Corinthians (Brasile); 2013: Bayern Monaco (Germania); 2014: Real Madrid (Spagna); 2015:Real Madrid (Spagna); 2016: Barcellona (Spagna); 2017: Real Madrid (Spagna); 2018: Real Madrid (Spagna); 2019: Liverpool (Inghilterra); 2020: non disputata per pandemia covid;  2021: Bayern Monaco (Germania);  2022: Real Madrid (Spagna); 2023: Manchester City (Inghilterra);  2024: Real Madrid (Spagna); 2025: Paris Saint Germain (Francia).

N.B.: dal 1960 al 2004 la Coppa Intercontinentale FIFA veniva disputata in gara unica fra le sole vincenti dei titoli continentali della UEFA Champions League (Europa) e della CONMEBOL Copa Libertadores (Sudamerica); dal 2005 con la nuova denominazione di Mondiale per Club la competizione è stata allargata anche ai vincitori della CAF Champions League (Africa), dell’AFC Champions League (Asia), della CONCACAF Champions Cup (Centro e Nord America) e dell’OFC Champions League (Oceania).

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Mondiali FIFA 2026: il programma dei play-off con l’Italia a caccia del disperato pass

(daniele amadasi)   Fallita la qualificazione diretta ai Mondiali FIFA 2026 in programma nella prossima estate in Canada, Usa e Messico, l’Italia proverà ad evitare la terza fallimentare esclusione dopo quelle datate 2018 e 2022, provando ad agganciare l’ultimo treno mondiale attraverso la disputa dei play-off che mettono in palio gli ultimi 6 pass o posti utili.

Ad oggi difatti in aggiunta alle tre nazionali di casa in veste di paesi organizzatori ed ospitanti della rassegna dei Mondiali FIFA 2026, ovvero  Canada, Usa e Messico, si sono qualifcate altre 39 nazionali: le 2 oceaniane Australia e Nuova Zelanda, le 3 asiatiche Giappone, Corea del Sud ed Uzbekistan, le 3 centro-americane Panama, Haiti e Curaçao, le 4 medio-orientali Qatar,  Arabia Saudita, Iran, Giordania, le 6 sudamericane Argentina,   Brasile, Ecuador, Uruguay, Colombia, Paraguay, le 9 africane Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria, Ghana, Capo Verde, Sudafrica, Senegal e Costa d’Avorio e le 12 europee Inghilterra, Francia, Croazia, Portogallo, Norvegia, Germania, Olanda, Belgio, Austria, Svizzera, Spagna e Scozia.

Con 42 nazionali già qualificate restano quindi ancora da assegnare 6 posti, attraverso la disputa dei play-off, con gare uniche di semifinali e finali in programma dal 26 al 31 marzo 2026.
Quattro posti verranno assegnati dagli spareggi europei attraverso altrettanti percorsi di qualificazione con disputa di semifinali e finali con abbinamenti predefiniti dall’avvenuto sorteggio.
Percorso “1”: Italia – Nord Irlanda e Galles –  Bosnia ed Erzegovina.
Percorso “2”: Ucraina – Svezia e Polonia – Albania.
Percorso “3”: Turchia – Romania e Slovacchia – Kosovo.
Percorso “4”: Danimarca – Nord Macedonia e Cekia – Eire.
L’Italia giocherà in casa la semifinale secca contro la Nord Irlanda (probabilmente a Bergamo e con Udine possibile alternativa), mentre l’eventuale finale contro una fra Galles o Bosnia verrà disputata dagli azzurri in trasferta.

I due rimanenti posti mondiali verranno assegnati dai play-off della cosiddetta interzona che vedrà la disputa di due gare di semifinali (con l’oceaniana Nuova Caledonia opposta alla centroamericane Giamaica e con la sudamericana Bolivia opposta alla centroamericana Suriname) e di due finali (dove si trovano già la l’africana Repubblica Democratica del Congo e l’asiatica Iraq).

Tornando invece alla lista delle nazionali già qualificate l’assoluta novità è rappresentata da Curaçao, isola caraibica olandese di 444 km² con 186’000 abitanti complessivi, di cui ben 104’000 residenti nella capitale Willemstad, fino a pochi giorni fa famosa solo per spiagge, insenature, barriera cristalline e le tipiche  case coloniali dai colori pastello.
Artefice di questa impresa firmata Curaçao l’allenatore olandese Richard Advoccat ed i giocatori della selezione caraibica, nati tutti in Olanda e con alcuni fra loro con importanti esperienze professionali a livello di Premier League e Championship inglese ed Eredivisie olandese, come nei casi di Tahith Chong, Juninho Bacuna, Leandro Bacuna, Jürgen Locadia, Cuco Martina e Sontje Hansen.

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Nazionale: via alla corsa dei Mondiali 2026 con il doppio impegno Norvegia-Moldavia

(daniele amadasi)  Dopo il rifiuto di Francesco Acerbi di accettare la convocazione in Nazionale, l’Italia di Luciano Spalletti è alle prese con la preparazione in vista del primo doppio impegno nel girone “I” zona Europa di qualificazione dei Mondiali FIFA del 2026 contro Norvegia (venerdì 6 giugno) e Moldavia (lunedì 9 giugno).

Preparazione in corso al centro Federale di Coverciano che nel corso dei primi due giorni della settimana ha fatto registrare, in aggiunta alle assenze per infortunio di Alessandro Buongiorno (Napoli) e Riccardo Calafiori (Arsenal) anche gli stop di Moise Kean (Fiorentina), Manuel Locatelli (Juventus) e Mattia Gabbia (Milan), con quest’ultimo rimpiazzato da Daniele Rugani (Juventus).
Così ad oggi agli ordini di Mister Spalletti stanno rispondendo altri  23 giocatori: i portieri Donnarumma (PSG), Meret (Napoli) e Carnesecchi (Atalanta), i difensori Bastoni (Inter), Cambiaso (Juventus), Coppola (Hellas Verona), Di Lorenzo (Napoli), Di Marco (Inter), Gatti (Juventus), Ranieri (Fiorentina), Udogie (Leeds) e Zappacosta (Atalanta), i centrocampisti Barella (Inter), Casadei (Torino), Frattesi (Inter), Ricci (Inter), Rovella (Lazio) e Tonali (Newcastle), gli attaccanti Lucca (Udinese), Maldini (Atalanta), Orsolini (Bologna), Raspadori (Napoli) e Retegui (Atalanta).

Con queste premesse nelle prossime due partite contro la Norvegia guidata in attacco da Erling Haaland (capocannoniere della Premier League inglese con 27 reti) e la modesta Moldavia, l’obiettivo minimo della Nazionale Italiana è quella di mettere in cascina almeno 4 punti,  considerando che dopo le fallimentari spedizioni ai Mondiali del 2018 e del 2022 in casa azzurra non si può più sbagliare.

L’attuale classifica del Girone “I” della qualificazione ai Mondiali 2026: Norvegia 6 punti (2 partite giocate), Estonia 3 punti (2 partite giocate), Israele 3 punti (2 partite giocate), Italia 0 punti (0 partite giocate) e Moldavia 0 punti (2 partite giocate).

Le prossime gare dell’Italia: venerdì 6 giugno ore 20.45 in trasferta contro la Norvegia all’Ullevaal Stadium di Oslo (28’000 posti) e lunedì 9 giugno in casa contro la Moldavia al Mapei Stadium di Reggio Emilia (21’525 posti).

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