(daniele amadasi) Dopo Alessandria, Turris, Taranto, Lucchese, Spal e Rimini, giusto per rimanere nella conta delle società sparite dalla Serie C e dalla Lega-Pro nel corso delle sole ultime tre stagioni, anche la Ternana alza bandiera bianca preparandosi per una nuova ripartenza calcistica dai dilettanti.
Questo l’amaro verdetto scaturito dopo la scelta da parte della Ternana Calcio di non procedere all’aumento del capitale societario, necessario per il ripianamento dei debiti (si parla di quasi 22 milioni di €uro) e del pagamento degli stipendi a calciatori, staff tecnico e dipendenti, portando di fatto sia alle dimissioni di Fabio Forti dalla carica di Amministratore Delegato che alla messa in liquidazione volontaria della società, evitando almeno per ora l’ipotesi fallimento.
A decidere quindi sulle sorti della società Calcio Ternana, passata di mano con la consulenza di Massimo Ferrero a settembre 2025 dai fratelli Stefano e Maurizio D’Alessandro alla Famiglia Rizzo con la nomina della 23.enne Claudia Rizzo a Presidente, saranno adesso il curatore nominato dal Tribunale di Terni ed il liquidatore fallimentare, perchè intorno alla vicende extracalcistiche delle fere rossoverdi, arrivate in questa incredibile situazione per via delle annose vicende legate al progetto stadio-clinica, si aprono una serie di scenari.
In primis bisognerà capire se la stagione sportiva in Serie C – Lega Pro 2025-2026 della Ternana, club fondato nel 1925 e fra le prime cinquanta del panorama calcistico italiano per tradizione sportiva, potrà proseguire sino al termine della regular season, anche a fronte di una nuova penalizzazione in aggiunta ai cinque punti già addebitati per violazioni amministrative, oppure se, come successo nel caso del Rimini, verrà esclusa ed estromessa senza arrivare al termine della 38.esima giornata di campionato.
Nel primo caso i termini per una disperata salvezza societaria caratterizzata dall’ingresso di una nuova ed ennesima proprietà, dopo i tre cambiamenti delle gestioni Bandecchi, D’Alessandro e Rizzo avvenute nel corso degli ultimi due anni, verrebbero spostati al 30 giugno 2026 con a carico dei nuovi soci solo i debiti di natura sportiva, considerando che le passività pregresse resterebbero invece a carico degli uscenti proprietari.
Nel secondo caso invece l’esclusione diretta della Ternana dal campionato porterebbe direttamente alla procedura fallimentare ed alla ripartenza del calcio in città dall’Eccellenza, la seconda serie dilettantistica italiana dopo la Serie D.
In attesa di sviluppi sul futuro calcistico della Ternana Calcio, ci si augura altresì che a livello federale, manageriale e politico si possa finalmente arrivare al rinnovamento generale dell’organizzazione del campionato di Serie C – Lega Pro, non più rimandabile per via della sua conclamata insostenibilità nell’attuale versione a 60 squadre.
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