(daniele amadasi) Se il buongiorno si vede dal mattino, chissà mai se nel 2030 i ragazzi italiani nati dopo l’estate del 2014, potranno per la prima volta vedere la nazionale di calcio dell’Italia prendere parte al Mondiale, considerando le sciagurate mancate qualificazioni delle ultime tre edizioni targate 2018, 2022 e 2026.
Con questo annoso quesito, dopo aver voltato pagina a livello di Presidenza Federcalcio con il non più improcrastinabile addio di Gabriele Gravina dopo i fallimenti mondiali a favore del subentrante Giovanni Malagò in arrivo dal Coni nel post Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la nazionale italiana di calcio ha provato a ripartire, seppure con una immediata falsa partenza.
Le nomine di Paolo Maldini del brasiliano Leonardo a a Direttore e Consulente Tecnico sono durate quasi due settimane, ovvero il tempo per raccontare le barzellette sui possibili ingaggi di Carlo Ancelotti e Pep Guardiola quali nuovi commissari tecnici o per affondare sulla realtà di Andrea Pirlo, bocciato a livello mediatico e politico per via del suo status di “global ambassador” della società russa Fonbet di scommesse sportive.
Ritornata ai blocchi di partenza dopo la falsa partenza, al tavolo della Federcalcio Malagò ha invitato Roberto Mancini e Claudio Ranieri, affidandogli rispettivamente i ruoli di Commissario e Direttore Tecnico e di fatto anticipato che Gabriele Oriali sarà il nuovo Team Manager.
Scelte firmate da Mancini e Ranieri che hanno comunque portate ad una serie ulteriori di polemiche, considerando che nell’estate del 2023 lo stesso allenatore marchigiano aveva dalla notte alla mattina lasciato la guida tecnica della nazionale a fronte della faraonica offerta ricevuta per andare in Arabia Saudita (50 milioni di €uro netti per due stagioni) e che forse a livello di vere e sentite scuse al posto di quelle di circostanza, avrebbe a questo punto dovuto pagarsi di tasca sua il nuovo ingaggio azzurro.
Anche Ranieri non è stato immune dalla critiche mediatiche, considerando che si è presentato in conferenza stampa arrivando direttamente dalla spiaggia, ammettendo di non sapere il suo ruolo preciso e non pentendosi del precedente rifiuto arrivato dalla Federcalcio nel prendere in mano la nazionale dopo l’addio di Luciano Spalletti, a cui ha fatto seguito il fallimentare avvento di Gennaro Gattuso.
Dopo tre fallimentari approdi ai Mondiali e con il solo sorriso della vittoria dell’edizione 2021 degli Europei proprio con Roberto Mancini in panchina, l’Italia ripartirà da settembre con le gare valevoli per la Uefa Nations League, che vede gli azzurri inseriti nel Girone “A” insieme a Francia, Belgio e Turchia.
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