(daniele amadasi) A seguito dell’apertura del fascicolo investigativo dalla Procura di Milano sulle possibili irregolarità di alcune gare calcistiche di massima e cadetta serie, fra gli indagati dell’inchiesta in corso condotta dal PM Maurizio Ascione sono emersi solo i nomi di cinque arbitrati, accusati in quattro di concorso in frode sportiva (il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, il supervisore VAR Andrea Gervasoni, l’ufficiale VAR Luigi Nasca e l’AVAR Rodolfo Di Vuolo) ed uno per falso testimonianza (l’assistente Var Daniele Paterna).
A far partire le indagini da parte della procura milanese è stata la denuncia presentata in tribunale da parte di un avvocato veronese, Michele Croce, relativamente all’episodio della gomitata di Bastoni a Duda nel match fra Inter ed Hellas Verona del 6 gennaio 2024, non sanzionata in campo dall’arbitro (Michael Fabbri) e non valutata a livello di video (VAR Nasca ed AVAR Di Vuolo), ma costata alla squadra scaligera la sconfitta considerando che sul ribaltamento dell’azione è arrivato il gol di Frattesi nel decisivo 2-1 a favore dei neroazzurri. Dopo aver assistito dal vivo alla sfida sugli spalti del Giuseppe Meazza in San Siro, l’avvocato veronese, come si apprende a livello stampa, rientrando a casa ha studiato il protocollo VAR (Video Assistant Referee) e con riferimento ad una evidenziata “condotta omissiva” ha presentato in via telematica un esposto per frode generica richiamando il comma 1 dell’articolo 1 della legge 401 del 1989.
Dalla denuncia all’apertura di un fascicolo investigativo, che da quanto si è appreso al momento non vede la presenza a livello di figure interessati dalle indagini né di giocatori e dirigenti tesserati né di società sportive, rimettendo pertanto nel cassetto delle illazioni o delle chiacchere da bar le voci sulla reale esistenza della “Marotta League” e delle pressioni dell’Inter a livello di designazioni arbitrali e scelte in sala VAR, con la società neroazzurra pronta nel caso a dichiararsi parte lesa o danneggiata qualora fosse confermata la sua completa estraneità alla vicenda e di conseguenza l’azione diffamatoria subita.
L’indagine portata avanti dalla Procura di Milano si riferisce al momento a cinque gare della scorsa stagione calcistica 2024-2025, tre di Serie A (Inter-Verona del 06/01/2024, Udinese-Parma del 01/03/2025, Bologna-Inter del 20/04/2025), una di Coppa Italia (Inter-Milan del 23/4/2025) ed una di Serie B (Salernitana-Modena del 08/03/2025) ed allo stato attuale la domanda a cui si vuole dare risposta è quella di capire se realmente c’è stata una frode sportiva ed in caso positivo chi di altro risulterà coinvolto in questa frode considerando che la sola presenza di arbitri non consentirebbe di spiegare l’eventuale effettiva esistenza di un reato.
L’annosa questione Calciopoli datata 2026 che vide la frettolosa chiusura delle indagini per frode sportiva con le condanne di Juventus (retrocessione in Serie B 2006-2007 e revoca degli scudetti 2004-2005 e 2005-2006), Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina ed Arezzo tutte penalizzate ed il salvataggio dell’Inter con omaggiato vittoria a tavolino di uno scudetto (2005-2006) e successiva condanna in prescrizione arrivata a processo chiuso con la valutazione tardiva delle famose intercettazioni telefoniche, dovrebbe aver insegnato qualcosa e quindi da questa nuova inchiesta ci si aspetta un’attenta valutazione e non la consueta caccia alle streghe da aprire e chiudere a breve giro temporale, rischiando di lasciare fuori importanti tasselli di storie che avrebbero potuto avere anche un diverso epilogo.
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