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Il big bang del football: Youdan Cup, Sandygate Road, Hallam FC e Sheffield FC

(daniele amadasi)  Se vi siete mai chiesti qual’è stata la prima competizione calcistica giocatasi a livello mondiale, identificandola come il big bang del football, la risposta corretta rimanda alla Youdan Cup, torneo organizzato tra i mesi di febbraio e marzo del 1867 a  Sheffield in Inghilterra con la partecipazione di ben 12 squadre: Broomhall, Fir Vale, Garrick, Hallam, Heeley, Mackenzie, United Mechanics, Milton, Norfolk, Norton, Pitsmoor e Wellington.

Ad aggiudicarsi la Youdan Cup (torneo che prese il nome dallo sponsor locale, l’impresario teatrale locale Thomas Youdan), al termine della finalissima disputata il 5 marzo del 1867 allo stadio Bramall Lane (ad oggi riammodernato ed ospitante le gare interno dello Sheffield United, formazione di Premier League) davanti a 2’000 spettatori, la squadra dell’Hallam, che superò il Norfolk per 2-1.
Una competizione, quella della Youdan Cup, alias il big bang del football, che pur non giocandosi più rimase in vita per più di un secolo, considerando che nel 1997 l’Hallam acquistò da un collezionista scozzese la coppa originale per una cifra pari a 2’000 sterline. 

Una finale passata alla storia, oltre per il fatto di aver rappresentato il torneo più antico il mondo, per avere visto il successo dell’Hallam Football Club,  unica squadra delle dodici partecipanti alla Youdan Cup a non essere scomparsa, militando ad oggi militante nella Northern Counties East Football League Premier Division (nona serie inglese).
Hallam FC (squadra di Crosspool, un sobborgo di Sheffield, South Yorkshire, Inghilterra) che oltre ad essere il secondo club più longevo al mondo, vanta anche il record mondiale di giocare ad oggi nello storico stadio del
Sandygate Road, impianto riconosciuto a livello di Guinness dei primati come il più vecchio stadio calcistico al mondo e teatro della prima storica partita di calcio, disputata il 26 dicembre del 1860, fra i padroni di casa dell’Hallam e lo Sheffield Football Club.
Per la cronaca il match disputato al Sandygate Road, impianto creato nel 1804 per ospitare le partite di
cricket e riconvertito 56 anni dopo al calcio, finì 2-0 a favore dello Sheffield Football Club, squadra fondata nel 1857, risultante ad oggi il club più antico al mondo ed attualmente militante nella Northern Premier League Division One South (ottava serie inglese).

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La Clivense di Pellissier approda in Serie D e torna a chiamarsi ChievoVerona

(daniele amadasi)  Fondato nel 1929 e ricostituitosi nel 1948, l’Associazione Calcio Chievo Verona dopo 17 stagioni di Serie A (dal 2001-2002 al 2018-2019) di cui 11 consecutive, sotto la storica Presidenza di Luca Campedelli, patron della Paluani, è scomparsa dal calcio professionistico al termine del campionato di Serie B 2020-2021 per insolvenza economica nel ripianamento di 17,8 milioni di € di debiti tributari accumulati.

Risorta dal calcio dilettantistico con il nome di Clivense e sotto la guida dell’ex attaccante Sergio Pellissier, dopo tre stagioni (2021-2022, 2022-2023 e 2023-2024) ed altrettante promozioni, la formazione veneta è ritornata in Serie D e nel corso della giornata di martedì 28 maggio 2024, attraverso il riacquisto del marchio del club dichiarato fallito previa sentenza emessa dal Tribunale di Verona, ha ufficializzato il suo cambio di denominazione da FC Clivense ad AC Chievoverona, riappropriandosi anche dello storico stemma societario (il cavaliere scaligera Cangrande I della Scala) ma non dei colori sociali, cambiati da giallo blu a bianco ed azzurro.

Pronta a ripartire da settembre nel campionato di Serie D il club del Presidente Pellissier e del suo vice Enzo Zanin, ha già iniziato a muovere le prime mosse del nuovo scacchiere clivense, ingaggiando dall’FC Bassano il nuovo Direttore Sportivo, Francesco Sacchetto ed annunciando il cambio di allenatore dopo le tre stagioni passate sotto la guida di Riccardo Allegretti, vero e proprio artefice della risalita tecnica in quarta serie.
Una ripartenza del Chievo, Cèo in dialetto, sobborgo della città di Verona, caratterizzata dal voler ridare quota ai cosiddetti “mussi volanti” e dignità sportiva ad una delle più belle favole calcistiche vissute nel corso degli ultimi vent’anni, considerando il successo mediatico e di pubblico, in parte arrivato dalla vicina provincia di Mantova, di una squadra che è riuscita a riportare allo Stadio Bentegodi non solo il palcoscenico della Serie A ma anche quello europeo delle coppe Uefa, sovvertendo per oltre un decennio a proprio favore la leadership cittadina contesa con l’Hellas Verona.

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L’Inter come il Milan con il passaggio di proprietà ad un fondo statunitense

(daniele amadasi)  Dopo il Milan, ecco l’Inter, con la storia del passaggio di proprietà da un imprenditore cinese ad un fondo statunitense che si ripete nell’arco di qualche anno, coinvolgendo dopo la sponda rossonera del Naviglio anche quella neroazzurra.

Un ricorso storico alla Giambattista Vico non proprio casuale considerando che ormai sono cinque le squadre di prima fascia ad essere in mano ad holding statunitensi (Inter, Milan, Roma, Bologna e Fiorentina) contro le tre rimaste di proprietà italiana (Juventus, Napoli e Lazio), considerando l’importanza strategica economica del calcio nel nuovo conflitto tra Usa e Medio Oriente.
Tralasciando gli aspetti geopolitici, ritorniamo alla stretta attualità del passaggio di mano societario di una società, l’Inter, ad un fondo, il californiano Oektree, ripercorrendo quanto visto in casa Milan, essendo le due vicende molto similari.

Andando quindi a rivivere quanto successo in casa Milan torniamo indietro di quasi otto anni riposizionandoci nell’estate del 2016 quando inizio la lunga trattativa, durata ben otto mesi, sino ad aprile 2017 per l’esattezza, per la annunciare la chiusura della trattativa di cessione da parte della Famiglia Berlusconi e della Fininvest del 100% delle quote societarie del Milan alla società Rossoneri Lux dell’imprenditore cinese Li Yonghong per un importo complessivo di 250 milioni di €uro, pagabili in tre rate da 100, 100 e 50 milioni.
Per onorare l’impegno preso Li Yonghong si fece finanziere dalla Elliott Management Corporation, non riuscendo però a ripianare nei tempi concordati il debito accumulato, interessi inclusi, a quota 303 milioni di €uro, vedendosi sfilare la proprietà del club rossonero, passata nel luglio del 2018 n mano al fondo newyorkese di Paul Singer.
Dopo quattro anni (estate 2022) il Milan viene ceduto da Elliott ad un altro fondo, la Red Bird Capital Partners di Gerry Cardinale, attuale patron del club rossonero, per un importo di vendita stimato fra i 400 ed i 600 milioni di €uro considerando che ancora ad oggi c’è un fascicolo di indagine aperto in Guardia di Finanza ed in Procura a Milano nei confronti dell’AD rossonero Giorgio Furlani (indagato insieme al suo predecessore Ivan Gazidis, in carica dal 2018 al 2022, ndr) per fare chiarezza sulla nuova cessione.

Dal Milan ci spostiamo all’Inter,  ripartendo però dal novembre del 2013 con la cessione da parte del patron Massimo Moratti del 70% delle quote societarie all’imprenditore indonesiano Erick Thohir per 75 milioni di €uro, oltre a 180 milioni di €uro a fondo perso per il ripianamento dei debiti, considerando che all’epoca dei fatti il patrimonio societario Inter era quotato 385 milioni di €uro.
Dopo tre anni di condivisione al timone del club dei due azionisti, nel giugno 2016 ci fu l’uscita definitiva dal CdA e dalla società di Moratti con la cessione del rimanente 29,6% del pacchetto societario e la quasi contemporanea vendita da parte dell’International Sports Capital in capo a Thohir del 68,55% delle azioni Inter alla holding lussemburghese di Gread Horizon Sarl che fa capo alla società Hong Kong Suning dell’imprenditore cinese Zhang Jindong per 270 milioni di €uro e quindi con una plusvalenza di 15 milioni di €uro a favore dell’imprenditore indonesiano, salita poi ad oltre 200 milioni di €uro considerando che a due anni di distanza, ottobre 2018, Thohir, è uscito di scena cedendo alla Lion Rock Capital (altra Holding della Famiglia Zhang) il suo restante 31,05%.
Con il 99,60% (68,55 + 31,05) del pacchetto azionario in mano a Suning e con il rimanente 0,4% suddiviso fra Pirelli (0,37%) e piccoli azionisti (0,03%), a comando del nuovo consiglio direttivo è stato nominato come nuovo Presidente Steven Zhang, figlio di Jindong.

Dopo le prime stagioni di normale indipendenza a livello di gestione economica e finanziaria del club neroazzurro, a partire dal cambio di politica nazionale cinese sugli investimenti nel mondo del calcio ed a seguito di una serie di vicissitudini personali che hanno riguardato le aziende della Famiglia Zhang con l’apertura di un debito da 320 milioni di dollari con la China Construction Bank Asia Corporation, la mancanza di liquidità in casa Inter ha portato Suning, a partire da maggio 2021 e nel corso degli ultimi tre anni, ad aprire un finanziamento da 275 milioni di €uro con il fondo californiano Oaktree Capital Management mettendo come pegno il 99,60% delle quote azionarie della FC Internazionale Milano.
Pegno avente scadenza temporale la giornata di martedì 21 maggio 2024 e come importo complessivo
, interessi compresi, quello pari a 385 milioni di €uro.
Falliti i tentativi di rifinanziamento con Oaktree, Zhang ha provato a chiudere un nuovo prestito con il fondo Pimko (Pacific Investment Management Co.) aumentando l’indebitamento a 430 milioni di €uro, senza però riuscire
nel suo ultimo disperato tentativo e così a partire dalle prime ore di mercoledì 22 maggio 2024 Oaktree (nonostante l’accordo che a debito saldato avrebbe incassato da una futura cessione dell’Inter una parcella di credito di 100 milioni di €uro), ha esatto il proprio credito divenendo di fatto il nuovo azionista di maggioranza dell’Inter con il 98,60% delle quote societarie.
Da segnalare a livello di cronaca finanziaria che nel passaggio di proprietà dell’Inter al fondo californiano, i contabili di Oektree non dovranno mettere nella casella costo di acquisto  il solo valore del credito stanziato a Suning (275 milioni di €uro), ma anche la quota di indennizzo spettante a Zhang (circa 250 milioni di €uro) calcolata
 come differenza fra l’attuale fair value societario ed i debiti estinti nel corso dei precedenti esercizi e quella del bond (415 milioni di €uro) emesso per rifinanziare pregressi debiti di bilancio con scadenza nel 2027.

Così numeri alla mani dopo otto anni, 800 milioni di €uro investiti con annessa riduzione del debito consolidato del club da 250 a 50 milioni di €uro in vista di un programmato attivo di bilancio alla data del 30 giugno 2025, Suning e la Famiglia Zhang lasciano il timone dell’Inter nelle mani americane di un fondo, Oaktree, al lavoro da oggi per l’elezione, entro i prossimi 30 giorni, del nuovo consiglio di amministrazione e di un nuovo Presidente a cui d’ora in poi il tridente dirigenziale neroazzurro composto da Giuseppe Marotta (Amministratore Delegato), Piero Ausilio (Direttore Sportivo) e Dario Baccin (Vice Direttore Sportivo) dovrà dare conto.

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Qui Sassuolo: dopo sette stagioni in A i nero verdi retrocedono in Serie B

(daniele amadasi) Dopo Salernitana è il Sassuolo la seconda squadra a retrocedere in Serie B, al termine di una 37.esima giornata di Serie A che ha decretato dopo la sconfitta interna al Mapei Stadium contro il Cagliari (0-2) il ritorno dei nero verdi modenesi in Serie B dopo sette stagioni disputate nella massima serie.

Fondato nel 1920 l’Unione Sportiva Sassuolo Calcio e promosso per la prima volta in Serie A nella primavera del 2013 dopo aver vinto il campionato di Serie B sotto la guida tecnica di Eusebio Di Francesco, la società nero verde, unica in Italia nell’avere uno stadio di proprietà quale è il Mapei Stadium di Reggio Emilia e non in comodato uso come Juventus ed Udinese, dopo ben 11 stagioni vissute nella massima serie ed una qualificazione alla Uefa Europa League dopo il 6° posto ottenuto al termine della stagione 2015-2016, torna mestamente in cadetteria dopo un campionato travagliato da un disastroso girone di ritorno.
Concluso il girone di andata al 14.esimo posto in classifica con 19 punti in altrettante partite, nel girone di ritorno il Sassuolo ha raccolto in 18 giornate la pochezza di 12 punti, trovandosi alla penultima giornata in penultima posizione a quota 29 punti a quattro lunghezze dall’Empoli terz’ultimo.
Emblema della pessima stagione del Sassuolo di capitan Domenico Berardi , il cambio di allenatore dopo la 20.esima giornata con l’addio ad Alessio Dionisi dopo la sconfitta per 3-0 a Torino con la Juventus ed il benvenuto ad Emiliano Bigica durato solo una gara ed esonerato dopo la 21.esima giornata che ha visto il tracollo interno dei nero verdi a Reggio Emilia per 6-1 contro il Napoli.
Reintegrato Diosini sino alla 26.esima giornata, il Sassuolo ha poi affidato la propria guida tecnica a Davide Ballardini che con soli 9 punti all’attivo in 11 gare non è riuscito a dare il richiesto e sperato cambio di marcia.


Divenuto famoso in questi anni oltre che per le gesta sportive nell’essere divenuta spesso ammazza-grandi, per essere di proprietà della miliardaria famiglia italiana Squinzi e del colosso aziendale Mapei Spa, leader mondiale nella produzione di prodotti chimici per l’edilizia, la ricca bottega nero verde, come amava definirla il Giovanni Carnevali (Amministratore Delegato e Direttore Generale) per via dei non certo economici prezzi di vendita dei propri giocatori gioielli, il Sassuolo, che nel frattempo ha raggiunto con il suo brand quota 62 milioni di €uro occupando l’attuale a nona posizione calcistica nazionale, dovrà ripartire dalla Serie B con l’unico vantaggio economico dettato dai circa 25-30 milioni di € derivanti dal cosiddetto paracadute retrocessione che potranno essere investiti nel tentativo di una pronta risalita.

Le dieci cessioni più ricche del Sassuolo.
Gianluca Scamacca (attaccante): 36 M€ al West Ham ( 2022).
Hamed Traorè (centrocampista): 30 M € Bournemouth ( 2022).
Manuel Locatelli (centrocampista): 30 M€ alla Juventus (2022).
Steano Sensi (centrocampista): 25 M€ all’Inter (2020).
Jeremie Boga (attaccante): 22 M € all’Atalanta (2020).
Matteo Politano (centrocampista): 21 M€ all’Inter (2019).
Meih Demiral (difensore): 19,5 M€ alla Juventus (2019).
Simone Zaza (attaccante): 18 M€ alla Juventus (2015).
Alfredo Duncan (centrocampista): 15 M€ alla Fiorentina ( 2020).
Gregoire Defrel (attaccante): 15 M€ alla Roma (2018).

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