Champions

Quarti di Champions 2019 amari per la Juve eliminata dall’Ajax

(daniele amadasi)  Anche per quest’anno il sogno Uefa Champions League della Juventus svanisce in maniera precoce, al termine della doppia sfida dei quarti di finale disputata contro l’Ajax, che accede in semifinale con lo scalpo dei bianconeri in aggiunta a quello del Real Madrid degli ottavi di finale.

Se per vincere in Italia lo scudetto è bastata la presenza in attacco di Simone Zaza, la Juventus a suo spese ha certificato che per vincere in Europa, sponda Champions League, non basta la presenza di Cristiano Ronaldo, autore unico delle cinque reti segnate dai bianconeri nelle quattro gare della fase a play-off a livello di ottavi e quarti di finale nelle doppie sfide di andata e ritorno contro Atlético Madrid ed Ajax.
Dieci gare, quattro sconfitte, un pareggio e cinque vittorie il bilancio complessivo e negativo della Juventus di Max Allegri a livello di UCL, approdata alla fase a play-off come prima del proprio girone davanti al Manchester United ma fuori già dopo solo il secondo turno.
Negli ottavi di finale i bianconeri riuscirono a ribaltare la sconfitta di Madrid (0-2) contro l’Atlético al ritorno con un secco 3-0, ieri sera invece dopo il pareggio di Amsterdam (1-1) la Juventus dopo essere passata in vantaggio si è fatta rimontare uscendo sconfitta (1-2) ed eliminata davanti al proprio pubblico.

A far riflettere sull’eliminazione della Juventus, giusta per quanto visto in campo considerando la netta superiorità dimostrata dalla giovane Ajax diretta da Erik Ten Hag nel corso dei complessivi 180 minuti di gioco, sono i 25 minuti del secondo tempo vissuti dai bianconeri in totale soggezione e sudditanza tattica, tecnica ed agonistica nei confronti degli olandesi.
Nel calcio non esiste il time-out, però è illogico pensare che il tecnico Allegri non sia riuscito a correre ai ripari nella zona mediana e nevralgica del campo di gioco, inserendo (a parte l’ingresso in campo del giovane Kean al posto dell’infortunato Dybala) il solo Cancelo al posto di De Sciglio con annesso e difficoltoso spostamento di Can al centro della nuova difesa a 3 insieme a Bonucci e Rugani.
In vantaggio con Cristiano Ronaldo (28′) e raggiunta in maniera sfortunata dal gol di Van de Beek (34′), nel corso della ripresa la Juventus è stata letteralmente messa all’angolo dall’Ajax vicina al gol in almeno quattro occasioni, di cui due sventate in maniera strepitosa dagli interventi del portiere Szczesny, prima di capitolare sotto la testa vincente di De Ligt (67′).

Un black-out inspiegabile che ha richiamato quello di Cardiff della finalissima di Champions della stagione 2016-2017 persa dalla Juventus contro il Real Madrid e che dovrà fare riflettere proprietà e dirigenza bianconera in vista della scelta di confermare o meno l’attuale tecnico Max Allegri, sotto contratto sino al 30 giugno 2020, sulla panchina degli attuali campioni d’Italia, prossimi a vincere l’ottavo scudetto consecutivo, anche nella prossima stagione 2019-2020.
A tal proposito rimane difatti da segnalare che fra tre giorni, sabato 20 aprile, la Juventus ospita in casa allo Stadium la Fiorentina e che in caso di pareggio o vittoria potrà festeggiare il suo ottavo scudetto di fila, seppure dopo ieri sera, il clima in casa bianconera sia tutt’altro che volto alla celebrazione.