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Le nobili decadute/5: il nuovo Taranto FC 1927

(daniele amadasi)  Da Trieste a Taranto, come anticipato e promesso, abbiamo portiamo a termine il nostro lungo viaggio in cinque tappe ed attraverso i 1’434 km autostradali virtuali, che ci hanno fatto scoprire nell’ambito dell’inchiesta “Le nobili decadute” le diverse ma allo stesso tempo comuni storie di importante piazze calcistiche vogliose di tornare ad essere protagoniste. Così dopo la volta delle nuove Triestina, Piacenza, Arezzo ed Ancona, eccoci giungere in Puglia, sul Mar Jonio e più precisamente a Taranto, per raccontare gli oltre ottantenni di storia di in club vissuto a cavallo fra la Serie “B” (32 stagioni) e Serie “C” (44 stagioni) ma anche da una serie incredibili di fallimenti ed annesse ripartenze.

01Taranto FC 1927 (www.tarantofc.it)
Fondata nel 1927 dalla fusione di due squadre cittadine, l’Audace e la Pro Italia, l’Associazione Taranto ha dato il via alle vicende calcistiche del club rossoblu, sudando per 16 lustri sui campi sportivi della cadetteria e della terza serie professionista italiana, con annessi quattro titoli nazionali di categoria vinti (3 di Serie “C1” ed uno di Serie “C2” in aggiunta ad uno scudetti dilettanti (1994-1995).
Un vissuto importante che si è però intrecciato con quattro fallimenti e relative rifondazioni datate 1946, 1947, 1993 e 2012, giunte sino ai giorni nostri con il Taranto FC 1927, pronipote di altre squadre cittadine denominate US Arsenaltaranto, AS Taranto,  Taranto FC, AS Taranto 1906, Taranto Calcio ed AS Taranto Calcio.
Ripartita nell’estate del 2012 sotto la Presidenza in rosa di Elisabetta Zelatore e con una partecipazione attiva a livello azionariato dei tifosi in società, il nuovo Taranto FC 1927 ha attualmente come nuovo numero l’imprenditore Fabrizio Nardoni, partecipa al campionato di Serie “D” militando nel Girone H.

Dopo nove giornate di campionato il Taranto si trova al settimo posto della classifica con 13 punti, frutto di 3 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, con 13 reti all’attivo e 12 al passivo, a meno sei punti dalla vetta per adesso condivisa da tre squadre: Monospolis, Marcianise e Turris. Un bilancio non certo ottimale per il Taranto, che dopo due sconfitte stagionali nelle prime sei giornate, con la seconda maturata a Brindisi per 2-0, ha infilato una mini serie positiva di tre gare, ottenendo due pareggi per 1-1 contro San Severo e Puteolana ed una vittoria di misura allo Stadio Iacovone nel derby contro il Grottaglie per 1-0.
Un avvio stentato che in casa tarantina ha già portato ad una serie di cambi tecnici e societari, a partire dall’allenatore con Aldo Papagni subentrato al posto dell’esonerato Enzo Maiuri, per arrivare agli addii anticipati anche del Direttore Sportivo Alessandro De Solda e del Team Manager Giuseppe Sernia, mentre nel mezzo ma sempre a livello di prima squadra va segnalato anche il cambio del preparatore atletico con l’arrivo di Sergio Musa ad affiancare il lavoro dei “sopravvissuti”  di inizio stagione, Gilberto D’Ignazio (vice-allenatore) ed Antonio Bruno (preparatore dei portieri).

Un’autentica rivoluzione in corsa che non poteva non interessare anche i componenti della squadra ed in questo caso specifico Procolo Caiazzo, promettente 19.enne difensore nativo di Pozzuoli ma con già alle spalle esperienze in Seconda Divisione ed in Serie “D” con il Messina.
Una rosa rossoblu 2013-2014 costruita intorno a 24 giocatori (2 portieri, 9 difensori, 9 centrocampisti e 4 attaccanti) ed in base al vigente regolamento attraverso la creazione di un’amalgama tra giovani di belle speranze under-20 e veterani over 30 come i difensori Claudio Miale e Fabio Prosperi, i centrocampisti Francesco Mignogna, Giampaolo Ciarcià, Luis Eduardo Carloto (brasiliano) e Fidele Muwana (zairese) e gli attaccanti Giampiero Clemente ed Hernan Rodolfo Molinari (argentino).

Obiettivo stagionale la vittoria del campionato ed il ritorno fra i professionistici nel nuovo campionato di Lega-Pro 2014-2015 unificato a livello di Prima e Seconda Divisione, puntando quanto prima a recuperare il terreno ed i punti sinora persa e poi a provare a far la voce grossa all’interno di un comunque girone molto forte ed equilibrato, nel quale molte squadre puntano a centrare il gol della promozione diretta.

Le nobili decadute/4: la nuova Ancona Calcio 1905

(daniele amadasi)  L’attuale Unione Sportiva Ancona 1905 Srl rappresenta nella sua centenaria e complessa storia il prototipo delle squadre protagoniste della nostra inchiesta denominata “Le nobili decadute” e giunta alla sua quarta e penultima viaggio che in distanza autostradale è giunto a quota 889 km percorsi, partendo da Trieste e toccando prima di Ancona altre storiche piazze calcistiche italiane come Piacenza ed Arezzo.

Logo AnconaUnione Sportiva Ancona 1905 Srl (www.ancona1905.it)
La storia calcistica della città di Ancona conta a livello di principali partecipazioni ai campionati nazionali, tre stagioni in Serie “A” (1945-1946, 1992-1993 e 2003-2004), un quarto esatto di secolo in Serie “B” ed oltre mezzo secolo in Serie “C”, caratterizzate da una serie di vittorie dei campionati di terza e quarta serie e dalla storica partecipazione alla finale di Coppa Italia della stagione 1993-1994, quando sotto la guida tecnica di Vincenzo Guerini e come squadra partecipante alla Serie “B” affrontò in due gara la Sampdoria di Sampdoria di Eriksson e dei vari Pagliuca, Vierchowod, Lombardo, Platt, Jugović,e Gullit. Una doppia finale che vide all’andata i biancorossi fermare i blucerchiati sullo 0-0, ma al ritorno a Marassi soccombere pesantemente per 6-1 con Lupo a siglare la rete della bandiera e dare un sorriso agli oltre 2’000 tifosi anconetani al seguito della loro squadra.

Amarcord a parte dal 1905 anno della fondazione dell’Unione Sportiva Anconitana divenuta poi Ancona Calcio al termine della stagione 1981-1982, ad oggi, sotto il Conero si è assistito in meno di dieci anni a due fallimenti, il primo datato 2004 con il nome di Ancona Calcio ed il secondo, dopo aver usufruito del cosiddetto “Lodo Petrucci” e di una delibera Figc per il doppio ripescaggio prima in Serie “C2” e poi in “C1”, nel 2010 come Associazione Calcio Ancona e con annessa radiazione da parte della Federcalcio. Ripartita addirittura dalla Terza Categoria, la quinta ed ultima serie dei dilettanti, acquisendo per giunta il diritto sportivo dall’Unione Sportiva Piano San Lazzaro, la nuova Unione Sportiva Ancona 1905 Srl presieduta da Gilberto Mancini, progettata dal Direttore Sportivo Sandro Marcaccio e schierata in campo con il modulo 4-3-3 dall’allenatore Giovanni Cornacchini (ex centravanti di Milan, Perugia, Bologna e Vicenza, con 21 presenze ed una rete in massima serie), milita attualmente e da tre stagioni nel Girone “F” della Serie “D” disputando le sue gare interne allo stadio Del Conero”.

Sfiorato il ritorno fra i professionisti al termine della stagione 2011-2012 perdendo la finale play-off contro la Sanbenedettese e classificatasi solo settima nello scorso campionato, l’Ancona ed i tifosi biancorossi che fanno capo all’associazione “Sosteniamo l’Ancona sperano che quest’anno sia la volta buona per riportare in alto lo stemma del famoso “San Giorgio a cavallo”. Le premesse non sono male considerata l’ottima partenza in campionato con l’attuale secondo posto in classifica a meno uno dalla Civitanovese, prima a quota 18.
Un punto dalla vetta pari a quello dell’iniziale penalizzazione visto che nelle otto gare sinora disputate l’Ancona ha ottenuto 5 vittorie e 3 pareggi, realizzando 14 reti e subendone solo 4. Una striscia di risultati ottimi suggellati nell’ultimo turno di campionato dalla vittoria interna nel derby contro la Vis Pesaro per 3-0 firmata dalla tripletta del 27.enne attaccante Andrea Sivilla, uno dei punti di forza dei biancorossi insieme ai terzini Luca Cacioli e Silvestre Capparuccia (argentino classe 1980), ai centrocampisti Mattia Biso e Girolamo D’Alessandro ed agli attaccanti Renato Bondi (brasiliano classe 1981) e Diogo Tavares (portoghese classe 1987).

Le nobili decadute/3: la nuova Unione Sportiva Arezzo

(daniele amadasi)  Dopo essere partiti dall’Unione Triestina 2012 e passati al Piacenza Calcio 1919 nei nostri primi metaforici 371 km di viaggio, andiamo alla scoperta in questa nostra terza tappa inchiesta denominata  “Le nobili decadute”, di un’altra storica piazza calcistica italiana, spostandoci dall’Emilia in Toscana e giungendo dopo 315  km autostradali ad Arezzo.

UsarezzostemmaL’unione Sportiva Arezzo (www.arezzocalcio.com)
Persa la Serie “B” al termine della stagione sportiva 2006-2007, le cronache calcistiche dell’attuale Unione Sportiva Arezzo, ci portano al campionato di Serie “D” e più precisamente al Girone “E” che oltre agli amaranto annovera anche un’altra nobile decaduta come la Pistoiese, considerando che altre due storiche società toscane quali Lucchese e Massese sono state invece inserite nel Girone “D”.
Fondata nel lontano 1923 con il nome di Juventus Football Club Arezzo e rifondato nel dopoguerra con la denominazione di Unione Sportiva Arezzo, il club amaranto per oltre mezzo secolo si è alternato nella disputa dei campionati di Serie “B” e “C”, superando nel migliore dei modi anche il fallimento giunto in corsa e durante la stagione 1992-1993 con la nascita di una nuova Associazione Calcio Arezzo. Società capace di vincere anche due trofei a livello di Serie “C” (Coppa Italia e Supercoppa di Lega), prima di arrendersi al deficit dei libri contabili al termine della stagione 2009-2010.
Rifondata anche grazie all’interessamento ed il diretto coinvolgimento dell’ex calciatore Graziani e dell’attore Zingaretti e con una quota societaria pari al 2% detenuta dai tifosi attraverso la nascita di un apposito comitato di azionariato popolare chiamato “Orgoglio Amaranto”, nel corso delle ultime tre stagioni la nuova US Arezzo ha già visto un passaggio di proprietà, da Marco Massetti a Mauro Ferretti, attuale Presidente del club.
Affidata la direzione generale a Daniele Diomede e la guida tecnica all’ex calciatore amaranto Davide Mezzanotti, l’Arezzo ha iniziato in maniera positiva il proprio campionato di Serie “D”, ottenendo 14 punti nelle prime sette gare di campionato, frutto di quattro vittorie, due pareggi ed una sconfitta, con 13 gol all’attivo e 6 al passivo. Un ruolino di marcia che vale l’attuale quarta posizione in classifica a pari della Colligiana, a meno cinque dalla Pianese prima a quota 19 punti ed a meno due ed uno da Foligno e Pistoiese, rispettivamente al secondo e terzo posto.
Reduce dal successo interno sul Deruta per 2-1 e dalla bella vittoria esterna per 3-0 sul campo del Pontevecchio negli ultimi due turni di campionato, l’Arezzo di Mister Mezzanotti affronterà domenica in casa il Spoleto cercando la terza vittoria consecutiva e la risalita ai primi posti della classifica dopo la sconfitta contro il San Sepolcro giunta nella quinta giornata.
Come da regolamento e da consuetudine della Serie “D” anche l’Arezzo è un mix tra giovani di belle premesse e giocatori di esperienza, come il difensore Marco Pecorari (25 presenze in Serie “A” fra Ascoli e Lecce e 170 in “B”) ed il centrocampista Davide Carteri (255 presenze in Serie “B” con il Cittadella), anche se il principale aspetto caratteristico arriva dal fatto che gli unici cinque giocatori stranieri della rosa (il colombiano Cubillos, il senegalese Diemé, il marocchino Essoussi, l’uruguaiano Invernizzi e l’argentino Martinez) siano anche i cinque attaccanti a disposizione dell’allenatore.

Le nobili decadute/2: il nuovo Piacenza Calcio 1919

(daniele amadasi)  Dopo avere presentato l’Unione Triestina 2012, proseguiamo il viaggio in questa nostra seconda tappa inchiesta denominata “Le nobili decadute”, andando alla riscoperta  di un’altra importante piazza del calcio italiano, spostandoci in direzione sud-ovest ed approdando dopo 371 metamoforici km a Piacenza.

Logo PiacennzaIl Piacenza Calcio 1919 (www.piacenzacalcio.it).
Ripartita nella stagione 2012-2013 dal Campionato Eccellenza, il Piacenza Calcio 1919 S.S.D.L.R., si è guadagnato sul campo grazie alla vittoria del suo girone la promozione in Serie “D”, anticamera del ritorno al calcio professionistico, per una città che dopo la nascita nel 1919 del Picaenza Football Club ed i fasti di otto stagioni in Serie “A” (1993-1994, 1995-’96, 1996-’97, 1997-’98, 1998-’99, 1999-2000 ,2001-’02 e 2002-’03) sotto la Presidente Garilli, aveva toccato il fondo con il fallimento nel giugno del 2012.
Una rinascita iniziata sotto la denominazione di Lupa Piacenza con la Presidenza di Marco Gatti e proseguita quest’anno, dopo un sondaggio trai i tifosi biancorossi, con il ritorno allo storico nome di Piacenza.
Allenato già dalla scorsa stagione dal 39.enne William Viali, ex calciatore ruolo difensore con le maglie di Lecce, Fiorentina, Treviso e Cremonese, il Piacenza Calcio è stato inserito nel Girone “B del campionato di Serie “D” insieme ai cugni della Pro Piacenza (già affrontati lunedì 30 settembre nel primo derby stagionale disputato allo Stadio Garilli e terminato in parità 0-0) e ad altre due squadre con un buon passato in Serie “C” come Pro Sesto e Lecco.
Confermato il blocco della passata stagione con ben 12 rinnovi contrattuali (il portiere Ferrari, i difensori Cavicchia, Martinez e Tognassi, i centrocampisti Cortesi, Fumasoli ed Orlandini, gli attaccanti Volpe, Marrazzo, Arena, Minasola e Zecca), la campagna acquisti del Piacenza ha visto arrivare altrettanti nuovi giocatori, cinque di esperienza tra i 24 ed i 29 anni (il portiere Serena, il difensore Rossi, i centrocampisti Pani e Bovi e l’attaccante De Vecchis), due promettenti difensori classe 1991 (Galli e Meregalli) e cinque under-21 di scuola Parma e Pergolettese (il difensore De Matteo, i centrocampisti Alessandroni, Milani e Sgariboldi e l’attaccante Martino).
Una folta rosa quella a disposizione di Mister Viali che annovera fra gli ultimi arrivati anche altri due classe 1996 come il portiere Bertozzi ed il difensore Shalva, che non ha nomi altisonanti e di richiamo per una tifoseria comunque rimasta sempre vicina alla lupa biancorossa, ma che con il tempo ed il lavoro potrebbe rappresentare una piacevolessima sorpresa in un campionato che dopo sei giornate vede il Piacenza in settima posizione a meno quattro punti dalla vetta della classifica attualmente detenuta da Inveruno e Pro Sesto.