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Serie A: varata la modifica della ripartizione dei diritti tv

(daniele amadasi)  Detto, fatto, la Serie A è pronta a dare al via alla sostanziale modifica della ripartizione dei diritti tv in accordo alla Legge Melandri ed all’esito del voto decisivo al Senato della Repubblica.

In caso di conferma assisteremo ad un radicale cambiamento della ripartizione dei diritti televisivi della massima serie considerando come primo passo l’aumento della percentuale di condivisione dell’intera torta milionaria (pari a 924 M€) dal 40% al 50%, con quota fissa societaria che passa da 18,48 M€ a 23,10 M€.
Anche per il restante 50% della torta (462 M€) che andava di fatto a rappresentare la quota variabile (costituita dalla voci del bacino di utenza, dalla media spettatori al botteghino, dalla storia del club e dai risultati sportivi delle ultime cinque stagioni), ci saranno una serie di importanti modifiche che di fatto costeranno non poco, in termini di riduzione di incasso, alle sei principali formazioni del nostro campionato.

Difatti da uno studio primario con la nuova ripartizione dei diritti tv, alla Juventus spetteranno quasi 40 milioni di € in meno, all’Inter ed al Milan 18 M€ in meno, a Roma e Napoli 9 M€ in meno, alla Lazio solo 3 M€ in detrazione.
Per contro società come Atalanta, Fiorentina, Genoa, Sampdoria e Torino dovrebbero vedere incrementati di quasi 8 M€ i loro rispettivi dividendi.
In pratica con l’entrata in vigore del nuovo regolamento da parte della Lega di Serie A fra la prima e l’ultima della classe il rapporto della suddivisione economica dei diritti passerebbe da quello di 1 a 4 (rappresentato ad oggi dai 100 milioni della Juventus e dai 25 del Sassuolo) a quello di 1 a 2 con la forbice di incasso dei 20 club compresa in pratica dal valore massimo di 60 milioni di € a quello minimo di 30 M€.

Qui Inter: i veri numeri della vendita alla Suning Commerce Group

(daniele amadasi)  Dalla trattativa imbastita nei mesi scorsi all’accelerata decisiva di questi giorni, per il passaggio di proprietà dell’Inter, dal duo Erick Thohir (70%) e Massimo Moratti (30%) all’abbinata Zhang Jindong (70%) ed Erick Thohir (30%).
In pratica il Presidente della Suning Commerce Group, colosso cinese nel settore elettrodomestico con oltre 1’600 punti vendita fra Cina, Giappone ed Hong Kong , assumerà la quota di maggioranza dell’Inter, previa acquisizione del 70% delle quote societarie, il 40% da Thohir ed il 30% da Moratti, con il primo a passare in minoranza ed il secondo ad uscire definitivamente di scena.
A livello economico Zhang Jindong, già Presidente e Proprietario del Guangzhou Evergrande, per l’acquisizione del 70% delle azioni dell’Inter investirà 700 milioni di €uro, 290 milioni relativi al reale valore di mercato delle quote, 410 milioni a copertura dei debiti (230 milioni di competenza bancaria firmata da Goldman Sachs Group ed Unicredit, 140 milioni di competenza Thohir ma ad interessi prossimi al 10%).
Numeri alla mano quindi, al netto dei debiti societari che saranno finalmente coperti, l’acquisizione del 70% delle quote dell’Inter a 290 milioni di €uro è assolutamente in sintonia con il reale valore azionario, fissato intorno a quota 400 milioni di €uro.
In attesa quindi del closing, previsto entro fine giugno, in vista dell’inizio delle operazioni di calciomercato, le vicende neroazzurre si sposteranno dalle scrivanie al campo, per vedere la reazione del Roberto Mancini e scoprire magari una possibile collaborazione tecnica con il Guangzhou Evergrande di Mister Scolari e di Jackson Martinez, 29.enne attaccante colombiano acquistato dal club cinese dall’Atletico Madrid per 42 milioni di €uro e sogno interista per un ingaggio in prestito senza violazione delle regole del fair play finanziario imposte dall’Uefa e valide solo in Europa.

Calcio e fondi cinesi, con Texeira il mistero si allarga

(daniele amadasi)  Alex Teixeira, 26.enne centrocampista brasiliano, dallo Shakhtar Donetsk allo Jiangsu Suning per 50 milioni di €uro, Jackson Martinez, 29.enne attaccante colombiano dall’Atletico Madrid al Guangzhou Evergrande per 42 milioni di €uro, Fredy Guarín, 29.enne centrocampista colombiano, dall’Inter allo Shanghai Shenhua per 15 milioni di €uro, Gervinho, è un calciatore ivoriano, 28.enne attaccante ivoriano, dalla Roma all’Hebei China Fortune per 15 milioni di €uro.

Questi in rigoroso ordine cronologico, gli ultimi quattro colpi di mercato messi a segno dalla squadre cinesi della Super League, supportare in maniera poco chiara a livello economico dalla regia dei fondi d’investimento. Gortin Promoções Ltda, Mioc & Prskalo e Firsteleven ISM i nomi delle società che gestiscono le procure di Teixeira, Guarin e Gervinho, Henrique Pompeo il procuratore ufficiale di Martinez, seppure dietro al colombiano ci sia la regia del duo Joseph Lee e Jorge Mendes,  il primo agente al mondo ad aver creato i cosiddetti “fondi di investimento” nel calcio.

Dai misteri della storia a quelli economici del calcio, la Cina ritorna prepotentemente di moda, sbarcando l’Europa anche dal lunario football, seppure con mille dubbi e perplessità, noti ai più in Italia prima con la questione Infront (ad oggi sotto inchiesta con l’accusa di turbativa d’asta e creazione di fondi neri) e poi con quelle di casa Milan, iniziate con la barzelletta della cordata cinese guidata dal brooker thailandese Bee Taechaubol attraverso l’improvviso raddoppio della valutazione economica del club da 500 milioni di €uro ad un miliardo, proseguite con il fallimento del progetto firmato dalla China Railway per il nuovo stadio al Portello  e terminate con la mancata cessione di Luiz Adriano allo Jiangsu Suning.

Magistrature nazionali ed Interpool sono avvisate ed in fase di monitoraggio su queste questioni, favorite però dall’anarchia che regna a livello mondiale nelle vicende pallonare della Fifa, rimasta senza guida per gli scandali finanziari, giusto per rimanere in tema, che hanno coinvolti Blatter ed il suo entourage. Per cui non ci resta che attendere e rimanere alla finestra, in attesa che dalla Cina arrivi la notizia di un nuovo acquisto record. Un Suggerimento? Oscar, 24.enne trequartista brasiliano del Chelsea.

Calcio (nero) e finanza: in “Fuorigioco” Milan, Lazio e Napoli

(daniele amadasi)  Da questa mattina su mandato della Procura di Napoli, la Guardia di Finanza ha dato il via all’operazione “Fuorigioco” che partendo dalla cessione del calcatore argentino Ezequel Lavezzi dal Napoli al Paris Saint Germain nell’estate del 2012, ha dato il via all’emissione di 64 mandati investigativi, coinvolgendo oltre 30 club tra Serie “A” e Serie “B”.
Tra i principali indagati oltre al Presidente del Napoli Aurelio De Laurentis ed al Direttore Generale del Paris Saint Germain Jean Claude Blanc, figurano anche l’Amministratore Delegato del Milan Adriano Galliani ed il Presidente della Lazio Claudio Lotito, oltre ad ex giocatori come Hernan Crespo ed attuali  procuratori come Alessandro Moggi.

Nella complessità delle perquisizioni e delle indagini in corso, i pubblici ministeri della Procura di Napoli e la Guardia di Finanza, hanno messo al setaccio i fitti rapporti in essere tra procuratori e società, la lievitazione dei compensi dei giocatori e le diverse operazioni di compravendita con annesse ripercussioni a livello fiscale in ambito di plusvalenze e minusvalenze.