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Al Benfica l’edizione 2019 dell’International Champions Cup

(daniele amadasi)  Con 180 minuti di anticipo e due ancora di disputare (Tottenham Hotspur – Inter in programma oggi, domenica 4 agosto ed Atlético Madrid – Juventus in programma sabato 10 agosto), l’International Champions Cup 2019 ha già emesso il proprio verdetto finale con la vittoria da parte del Benfica.

Questo il responso maturato ieri sera, sabato 3 agosto, al termine della vittoria ai rigori da parte del Manchester United sul Milan (2-2 al 90′ minuto) che ha portato gli inglesi a quota 8 punti in classifica, a meno uno dagli irraggiungibili portoghesi, primi della classe con 9 punti, frutto delle tre vittoria maturate contro il Guadalajara (3-0), la Fiorentina (2-1) ed il Milan (1-0).
Decisivo quindi ai fini dell’assegnazione dell’edizione 2019 l’International Champions Cup 2019, il pareggio ottenuto dal Milan al novantesimo contro il Manchester United, che in caso di successo con almeno tre gol di scarto contro i rossoneri e dopo le due precedenti vittorie (1-0 all’Inter e 2-1 al Tottenham Hotspur), avrebbe strappato il primo posto al Benfica.

Dalle ultime due gare in programma si potranno quindi limare e definire le altre posizioni della classifica, considerando che ad oggi con due partite giocate, Tottenham Hotspur, Atlético Madrid, Juventus ed Inter si trovano rispettivamente con 5, 3, 2 ed 1 punto in classifica, quindi al massimo con la possibilità che il Tottenham raggiunga al secondo posto a quota 8 punti il Manchester United.
Per il Benfica di Mister Bruno Lage, attuale campione in carica di Portogallo, un importante successo a livello internazionale, con la speranza, dopo le innumerevoli finali perse a livello di Champions League (Coppa Campioni) ed Europa League (Coppa Uefa), che questo possa permettere la fine della cosiddetta “maledizione di Béla Guttmann”.

L’albo d’oro con le vincitrici delle precedenti edizioni dell’ICC.
2005: Chelsea (edizione Usa).
2009: Chelsea (edizione Usa).
2011: Real Madrid (edizione Usa).
2013: Real Madrid (edizione Usa).
2014: Manchester United (edizione Usa).
2015: Real Madrid (edizione Australia), Real Madrid (edizione Cina), Paris Saint Germain (edizione Usa).
2016: Juventus (edizione Australia) e Paris Saint Germain (edizione Usa).
2017: Barcellona (edizione Usa), Borussia Dortmund (edizione Cina) ed Inter (edizione Singapore).
2018: Tottenham (edizione unificata).
2019: Benfica (edizione unificata).

Alla scoperta dell’edizione 2019 dell’International Champions Cup

(daniele amadasi)  Dodici squadre in rappresentanza di sei nazioni, diciotto partite disputate in 15 diverse location dislocate in tre continenti, i numeri dell’International Champions Cup 2019 in programma da mercoledì 17 luglio a sabato 10 agosto.

Con la presenza di Fiorentina, Inter, Juventus e Milan l’Italia sarà la nazione con il maggior numero di rappresentanti (4), seguita dalle tre di Inghilterra (Arsenal, Manchester United e Tottenham Hotspur), dalle due della Spagna (Atlético Madrid e Real Madrid) e dalle singole di Germania (Bayern Monaco), Portogallo (Benfica) e Messico (Chivas  Deportivo Guadalajara).
Ogni squadra giocherà tre partite con una unica classifica finale che andrà poi a determinare la vincitrice.

Il programma completo dell’International Champions Cup 2019. Mercoledì 17 luglio:  Fiorentina – Chivas Deportivo Guadalajara.
Giovedì 18 luglio: Arsenal – Bayern Monaco.
Sabato 20 luglio: Manchester United – Inter e Benfica – Chivas Deportivo Guadalajara.
Domenica 21 luglio: Arsenal – Fiorentina, Bayern Monaco – Real Madrid e Juventus – Tottenham Hotspur.
Mercoledì 24 luglio: Real Madrid – Arsenal, Bayern Monaco – Milan,  Chivas Deportivo Guadalajara – Atlético Madrid e Juventus – Inter.
Giovedì 25 luglio: Fiorentina – Benfica e Tottenham Hotspur -Manchester United.
Sabato 27 luglio: Real Madrid – Atletico Madrid –
Domenica 28 luglio: Milan – Benfica.
Sabato 3 agosto: Manchester United – Milan.
Domenica 4 agosto: Tottenham Hotspur – Inter.
Sabato 10 agosto: Atlético Madrid – Juventus.

Le 15 città interessate dall’annuale edizione della ICC.
Europa (3):  Cardiff, Londra e Stoccolma.
Stati Uniti d’America (10):  Arlington, Boston, Charlotte, Chicago, Houston, Kansas City, Los Angeles, San Francisco, Tri State Area e Washington.
Asia (2): Shanghai e Singapore.

L’albo d’oro con le vincitrici delle precedenti edizioni dell’ICC.
2005: Chelsea (edizione Usa).
2009: Chelsea (edizione Usa).
2011: Real Madrid (edizione Usa).
2013: Real Madrid (edizione Usa).
2014: Manchester United (edizione Usa).
2015: Real Madrid (edizione Australia), Real Madrid (edizione Cina), Paris Saint Germain (edizione Usa).
2016: Juventus (edizione Australia) e Paris Saint Germain (edizione Usa).
2017: Barcellona (edizione Usa), Borussia Dortmund (edizione Cina) ed Inter (edizione Singapore)
2018: Tottenham (edizione unificata).

Il Real Madrid riparte da Zinedine Zidane

(daniele amadasi)  Ad otto mesi dal divorzio, Real Madrid e Zinedine Zidane si ritrovano insieme con l’intento di far ripartire i blancons archiviando nel più breve tempo possibile la negatività dell’attuale stagione 2018-2019.
Concluso a giugno il triennio di Zidane alla guida delle merengues caratterizzata dalla storica conquista di tre Champions League consecutive (2016, 2017 e 2018), di due Uefa Supercoppa Europea (2016 e 2017) e di due Mondiali per club Fifa (2016 e 2017), oltre ad un titolo nazionale nella Liga spagnola (2017) ed una Supercoppa di Spagna (2017).

Abbandonata la guida tecnica del Real Madrid a giugno del 2018 insieme al clamoroso addio di Cristiano Ronaldo, ceduto nella scorso estate alla Juventus, in questi otto mesi Zinedine Zidane ha osservato da lontano le vicissitudine delle merengues dirette in questa difficile stagione prima da Julen Lopetegui e poi da Santiago Solari, che a parte la vittoria del Mondiale per club Fifa nel dicembre del 2018 ha visto nel mese di marzo il Real Madrid uscire anzitempo e fra le contestazioni dalla corsa alla Champions League, dalla Liga Spagnola e dalla Coppa di Spagna.

Così per ripartire e per calmare i bollenti spiriti dei tifosi, il Presidente Florentino Perez ha offerto a Zidane un nuovo contratto di 40 mesi da 30 milioni di €uro netti complessivi con scadenza al 30 giugno 2022, con carta libera e portafoglio quasi illimitato nella prossima campagna acquisti del mercato estivo 2018.
Saltate le ipotesi Antonio Conte e Josè Mourinho, i blancos ripartiranno quindi dalla loro ultima tecnica vincente, con la speranza di ritornare presto ad essere i galacticos del calcio mondiale.

Alla scoperta del caos calcistico dello Sporting Lisbona

(daniele amadasi)  Dalla messa fuori rosa di 19 giocatori ad aprile all’esonero lampo di Mihailovic, passando per la richiesta di rescissione  contrattuale di sei giocatori a fine stagione: questa l’incredibile situazione caotica dello Sporting Lisbona, terza forza della Primeira Liga portoghese dopo Benfica e Porto.

Andiamo in ordine ripartendo dal mese di aprile quando per scarso impegno dopo la sconfitta in Europa League di Madrid contro l’Atlético per 2-0 nell’andata dei quarti di finale, il Presidente dello Sporting Lisbonasospese ben 19 giocatori della prima squadra, ricevendo risposta dalle sue grave accuse da parte di Rui Patricio, issatosi a portavoce dei compagni.
Nel corso del mese di maggio all’indomani della sconfitta in campionato contro il Maritimo con annessa mancata qualificazione all’edizione 2018-2019 della Uefa Champions League, invece alcuni giocatori dello Sporting furono aggrediti durante l’allenamento da alcuni teppisti, riportando ferite e  la richiesta di rescissione anticipata contrattuale, portata avanti da 6 giocatori: Rui Patricio, Bruno Fernandes, Bas Dost, Gelson Martins, William Carvalho e Podence.

Nel corso della giornata di ieri infine, martedì 26 giugno, a seguito della decisione del consiglio direttivo del club lusitano di non confermare il mandato di Presidente a Bruno de Carvalho, è arrivata anche la scelta di esonerare, a meno di dieci giorni dal suo ingaggio, il tecnico Sinisa Mihajlovic, a questo punto nuovamente a caccia di una panchina dopo le non fortunate esperienze con Milan e Torino.
Una vicenda, quella di Mihailovic, che ha fatto ricordare quella vissuta, sempre in Portogallo, da Gigi Del Neri, ingaggiato nell’estate del 2004 dal Porto ma esonerato ancora prima dell’inizio della stagione per divergenze con l’allora dirigenza dei Dragoni.