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Copa Sudamericana 2018: trionfa l’Athletico Paranaense

(daniele amadasi)  La Copa Sudamericana 2018 vola dall’Argentina in Brasile nelle mani dell’Athletico Paranaense che ha superato la resistenza dei colombiani dello Junior Barranquilla solo al termine della serie dei rigori.

Archiviata la finale di andata della seconda coppa sudamericana per club in parità per 1-1, in quel di Curitiba è andata in scena la sfida di ritorno, conclusasi anch’essa in partita dopo i classici 90 minuti di gioco per via delle reti di Pablo (1-0 al 27′) e di Gutierrez (58′).
Nel corso dei supplementari la formazione colombiana dello Junior ha sprecato la grande occasione di far sua la coppa sprecando un rigore al minuto 111′ con Barrera e portando la sfida alla classica lotteria dei rigori.
Per i brasiliani dell’Athletico Paranaense quattro centri su cinque tiri dagli undici metri firmati da Jonathan, Veiga, Bergson ed Heleno, per i colombiani solo tre centri con Narvaez, Perez e Viera e così dopo 210 minuti di gioco fra andata  e ritorno e la serie dei rigori ad alzare al cielo di Curitiba la Copa Sudamericana 2018 sono i padroni di casa dell’Athletico Paranaense, pronti a sfidare il River Plate, fresco vincitore della Copa Libertadores nella Recopa Sudamericana 2018.

Di seguito ed infine riportiamo l’albo d’oro della Copa Sudamericana.
2002: San Lorenzo (Argentina)
2003: Club Sportivo Cienciano (Perù)
2004: Boca Juniors (Argentina)
2005: Boca Juniors (Argentina)
2006: Pachuca (Messico)
2007: Arsenal de Sarandi (Argentina)
2008: Internacional (Brasile)
2009: LDU Quito (Ecuador)
2010: Independiente (Argentina)
2011: Università de Chile (Cile)
2012: San Paolo (Brasile)
2013: Lanús (Argentina)
2014: River Plate (Argentina)
2015: Santa Fe (Colombia)
2016: Chapecoense (Brasile)
2017: Independiente (Argentina)
2018: Athletico Paranaense (Brasile)

Copa Libertadores 2018: festa River Plate, delusione Boca Juniors

(daniele amadasi) L’edizione più travagliata nella storia calcistica della Copa Libertadores 2018 è andata al River Plate, vincitore al termine dei tempi supplementari per 3-1 nei confronti del Boca Juniors.

Archiviata la sfida di andata disputata regolarmente in Argentina lo scorso 11 novembre e terminata in pareggio (2-2 con reti Abila, Pratto, Benedetto ed autorete di Izquierdoz), il match di ritorno, dopo gli innumerevoli rinvii per questioni di ordine pubblica, è andato scena ieri sera in campo neutro, a Madrid, in Europa e quindi fuori continente Sud America.

Terminato il primo tempo con il vantaggio del Boca firmato da Benedetto al 44′, la finale di ritorno della Copa Libertadores si è accesa nel corso della ripresa con l’ingresso in campo di Quintero nelle fila del River Plate e con il pareggio dei biancorossi firmato da Pratto al 68′.
Conclusa la sfida in parità e considerando che nelle sfide delle coppe sudamericane per club non vige la regola del valore doppio dei gol segnati in trasferta, la contesa è proseguita con la disputa dei tempi supplementari, caratterizzati ed incisi dall’espulsione per doppia ammonizione di Barrow (92′) che costringeva il Boca Juniors all’inferiorità numerica.
Vantaggio numerico per contro sfruttato nel migliore dei modi dal River Plate a segno prima con Quintero (109′) e poi con Martinez (120’+2′) per il 3-1 finale che mandava in estasi i “Los Millonarios” ed in frantumi i sogni di gloria dei “Boquenses”.

Di seguito l’albo d’oro della Copa Libertadores.
7 successi: Independiente (1964, 1965, 1972, 1973, 1974, 1975, 1984).
6 successi: Boca Juniors (1977, 1978, 2000, 2001, 2003, 2007).
5 successi: Peñarol (1960, 1961, 1966, 1982, 1987).
4 successi: River Plate (1986, 1996, 2015 e 2018) Estudiantes (1968, 1969, 1970, 2009).
3 successi: Gremio (1983, 1995, 2017), Olimpia (1979, 1990, 2002), San Paolo (1992, 1993, 2005), Nacional (1971, 1980, 1988) e Santos (1962, 1963, 2011)
2 successi: Cruzeiro (1976, 1997), Internacional (2006, 2010) ed Atlético Nacional (1989, 2016).
1 successo: Palmeiras (1999), Colo-Colo (1991) , Racing Club (1967), San Lorenzo (2014), Argentinos Juniors (1985), Vélez Sarsfield (1994), Vasco da Gama (1998), Once Caldas (2004), LDU Quito (2008), Corinthians (2012), Atlético Mineiro (2013) e Flamengo (1981).

A livello di nazionalità sudamericana invece, le 59 edizioni della Copa Libertadores hanno visto complessivamente 25 successi di club dell’Argentina, 18 del Brasile, 8 dell’Uruguay, 3 di Paraguay e Colombia, 1 di Ecuador e Cile.

Alla scoperta dell’edizione 2018 dell’International Champions Cup

(daniele amadasi)  Diciotto squadre in rappresentanza di sei nazioni, 11 giornate di gare per complessive 27 partite considerando i tre match disputati da ogni club iscritto, i principali numeri dell’International Champions Cup 2018 in programma da venerdì 20 luglio a domenica 12 agosto sui campi calcistici americani (Usa), europei (Austria, Inghilterra, Irlanda, Italia, Francia, Spagna e Portogallo) ed asiatici (Singapore).

Quattro le formazioni italiane ai nastri di partenza (Inter, Juventus, Milan e Roma) di un torneo internazionale caratterizzato dalla presenza di ben sei club inglesi (Arsenal, Chelsea,  Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham Hotspur), oltre che da quattro squadre spagnole (Atlético Madrid, Barcellona, Real Madrid),  due francesi (Paris Saint Germain ed Olympique Lione), due tedesche (Bayern Monaco e Borussia Dortmund) ed una portoghese (Benfica).

Di seguito il programma completo dell’International Champions Cup 2018.
Venerdì 20 luglio: Manchester City – Borussia Dortmund. 
Sabato 21 luglio: Bayern Monaco Paris Saint-Germain.
Domenica 22 luglio: Liverpool – Borussia Dortmund.
Mercoledì 25 luglio: Juventus  Bayern Monaco, Borussia Dortmund Benfica, Manchester City  Liverpool, Roma – Tottenham Hotspur e Milan – Manchester United.
Giovedì 26 luglio: Atlético Madrid – Arsenal.
Sabato 28 luglio:  Arsenal – Paris Saint Germain, Benfica – Juventus, Chelsea – Inter, Manchester United – Liverpool, Bayern Monaco – Manchester City e Barcellona – Tottenham Hotspur.
Lunedì 29 luglio: Paris Saint Germain – Atlético Madrid, Manchester United – Real Madrid, Tottenham Hotspur – Milan e Barcellona – Roma.
Mercoledì 1° agosto: Arsenal – Chelsea e Benfica – Olympique Lione.
Sabato 4 agosto: Inter – Olympique Lione, Real Madrid – Juventus, Milan – Barcellona.
Martedì 7 agosto: Chelsea – Olympique Lione e Real Madrid – Roma.
Domenica 12 agosto:  Atlético Madrid – Inter.

L’albo d’oro con le vincitrici delle precedenti edizioni dell’ICC.
2005: Chelsea (edizione Usa).
2009: Chelsea (edizione Usa).
2011: Real Madrid (edizione Usa).
2013: Real Madrid (edizione Usa).
2014: Manchester United (edizione Usa).
2015: Real Madrid (edizione Australia), Real Madrid (edizione Cina), Paris Saint Germain (edizione Usa).
2016: Juventus (edizione Australia) e Paris Saint Germain (edizione Usa).

2017: Barcellona (edizione Usa), Borussia Dortmund (edizione Cina) ed Inter (edizione Singapore)

Alla scoperta del caos calcistico dello Sporting Lisbona

(daniele amadasi)  Dalla messa fuori rosa di 19 giocatori ad aprile all’esonero lampo di Mihailovic, passando per la richiesta di rescissione  contrattuale di sei giocatori a fine stagione: questa l’incredibile situazione caotica dello Sporting Lisbona, terza forza della Primeira Liga portoghese dopo Benfica e Porto.

Andiamo in ordine ripartendo dal mese di aprile quando per scarso impegno dopo la sconfitta in Europa League di Madrid contro l’Atlético per 2-0 nell’andata dei quarti di finale, il Presidente dello Sporting Lisbonasospese ben 19 giocatori della prima squadra, ricevendo risposta dalle sue grave accuse da parte di Rui Patricio, issatosi a portavoce dei compagni.
Nel corso del mese di maggio all’indomani della sconfitta in campionato contro il Maritimo con annessa mancata qualificazione all’edizione 2018-2019 della Uefa Champions League, invece alcuni giocatori dello Sporting furono aggrediti durante l’allenamento da alcuni teppisti, riportando ferite e  la richiesta di rescissione anticipata contrattuale, portata avanti da 6 giocatori: Rui Patricio, Bruno Fernandes, Bas Dost, Gelson Martins, William Carvalho e Podence.

Nel corso della giornata di ieri infine, martedì 26 giugno, a seguito della decisione del consiglio direttivo del club lusitano di non confermare il mandato di Presidente a Bruno de Carvalho, è arrivata anche la scelta di esonerare, a meno di dieci giorni dal suo ingaggio, il tecnico Sinisa Mihajlovic, a questo punto nuovamente a caccia di una panchina dopo le non fortunate esperienze con Milan e Torino.
Una vicenda, quella di Mihailovic, che ha fatto ricordare quella vissuta, sempre in Portogallo, da Gigi Del Neri, ingaggiato nell’estate del 2004 dal Porto ma esonerato ancora prima dell’inizio della stagione per divergenze con l’allora dirigenza dei Dragoni.