Qui Toro: mercato chiuso con un ultimo giorno scoppiettante

(luca rolandi)  Il mercato del Torino di Urbano Cairo partito in sordina e con qualche malumore dei sostenitori granata e finito con il botto e una squadra che potrà lottare per la parte alta della classifica.

Due affari dell’ultimo giorno, un’entrata eccellente e un’uscita importante – entrambe, in qualche modo, da record: da un lato l’acquisto di M’Baye Niang dal Milan, e dall’altra la cessione al Chelsea di Davide Zappacosta.

Entrambe, sfondano un muro mai sfondato prima: il primo, è complessivamente l’affare più oneroso in entrata dell’era Cairo, mentre l’uscita del terzino costituisce la più grossa rivendita di sempre della storia del Torino.

Il mercato in uscita ha previsto l’addio di giocatori giovani, come Benassi, Zappacosta e Ajeti, ma anche calciatori avanti nell’età agonistica, come Luca Rossettini e Maxi Lopez e lo stesso Hart.

In entrata prima del botto finale sono arrivati giocatori come Burdisso, difensore molto esperto che ha avuto modo di giocare in Serie A, e potrà essere molto utile proprio nel far crescere giovani difensori e l’ex lionese N’Koulou.

Importante l’arrivo di Sirigu così come quello di Rincon dalla Juve ma soprattutto la permanenza di Belotti, già protagonista in campionato, dal quale il giovane Sadiq potrà imparare.

Come ricorda Toronews.it “Il bilancio sull’età media della squadra è rimasta invariata rispetto allo scorso anno: a fine mercato, nel’estate 2016, il Torino aveva una squadra di un’età media di 24.77 anni. Ad oggi, considerati gli acquisti e le cessioni, la media è di 24.73 anni, vale dire quasi identica. Perciò anche in questa stagione ci potrà essere il giusto mix tra giovani rampanti e giocatori esperti agli ordini di Sinisa Mihajlovic“.

Qui Juve: calcio mercato chiuso con i necessari rinforzi

(daniele amadasi)  Massima soddisfazione in casa Juve al termine della sessione estiva di un calciomercato iniziato mediaticamente non al meglio per via delle partenze non indolori e senza polemiche di Davi Alves al Paris Saint Germain e di Leonardo Bonucci al Milan.
Poi ed in aggiunta alle altre cessioni minori per importanza tattica ma non a livello economico con i passaggi di Norberto Neto al Valencia, Mario Lemina al Southampton e Tomas Rincon al Torino, la sviolinata dei sette acquisti eccellenti a rinforzare ogni reparto della squadra: Wojciech Szcezny per la porta, Mattia De Sciglio e Benedikt Höwedes per la difesa, Rodrigo Betancur e Blaise Matuidi, per la mediana, Federico Bernardeschi e Douglas Costa per l’attacco.

Una Juve che però ha anche già lavorato per il futuro considerando che attualmente in rosa ci sono cinque giocatori con il contratto in scadenza al prossimo 30 giugno 2018 (Gigi Buffon, Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini, Kwadwo Asamoah e Stephan Lichtsteiner) ma che allo stesso sono previsti fra nove mesi gli sbarchi in maglia bianconera di Mattia Caldara e Leonardo Spinazzola dall’Atalanta, di Pol Lirola dal Sassuolo, di Federico Del Sole dal Pescara e di Emre Can dal Liverpool, oltre al ritorno di Rolando Mandragora dal Crotone.
Un ricambio generazionale che prosegue però sempre sotto la stessa mano tattica e tecnica di Max Allegri che dopo aver messo in archivio il modulo 3-5-2 passando al 4-2-3-1 ha in serbo per la stagione corrente di affiancare al nuovo assetto offensivo anche un più equilibrato 4-3-3, sopratutto in ottica Champions League.

Stagione calcistica bianconera che dopo essere iniziata male con la sconfitta di Roma nella Supercoppa Italiana per mano della Lazio, è proseguita al meglio con le prime due vittorie in campionato contro Cagliari e Genoa, in attesa di iniziare il nuovo cammino europeo in Champions dal girone di qualificazione che la vedrà opposta al Barcellona, all’Olympiacos Pireo ed allo Sporting Lisbona.

Qui Milan: calciomercato chiuso con un 9 in pagella

(daniele amadasi)   Voto nove al calciomercato estivo 2017 del Milan con il duo Fassone-Mirabelli che ha di fatto consegnato nella mani di Vincenzo Montella un’intera nuova squadra, considerando che almeno sette di questi dieci andranno a comporre l’undici titolare.
Quattro difensori (Musacchio dal Villareal, Rodriguez dal Wolfsburg, Bonucci dalla Juventus e Conti dall’Atalanta),  tre centrocampisti (Kessiè dall’Atalanta, Biglia dalla Lazio e Calhanoglu dal Bayer Leverkuseun) e tre attaccanti (Borini dal Sunderland, Andrè Silva dal Porto e Kalinic dalla Fiorentina) i magnifici dieci acquisti della fragorosa campagna acquisti di un Milan portatosi avanti a livello di investimenti anche per le prossime stagione, considerando la mannaia che arriverà nel corso del 2018 da parte dell’Uefa per via dello sforamento dei parametri relativi al fair play finanziario.

Una strategia di calciomercato però ben calcolata dal Milan proiettato al termine della prossima stagione a non mancare e fallire l’obiettivo primario, ovvero il ritorno a disputare la Champions League, da centrare classificandosi fra le prime quattro della Serie “A” oppure vincendo l’Europa League. Due strade con un unico obiettivo, da ottenere senza se e senza ma, proseguendo sull’ottima strada intrapresa nel corso delle prime due giornate di campionato e dei due turni preliminari europei con ammissione alla fase finale a gironi della seconda coppa continentale per club.

Con queste premesse e ripartendo da un 4-4-2 che a livello di formazione tipo vede la presenza di Donnarumma, Rodriguez, Bonucci, Romagnoli, Conti, Bonaventura, Biglia, Kessie, Suso, Kalinic e Calhanoglu il Milan di Montella nel corso della stagione proverà a cambiare modulo tattico passando al 3-5-2 o al 3-4-1-2 e facendo si che nella sua nuova squadra possa trovare sempre più spazio anche la sorprendente ma bella realtà chiamata Patrick Cutrone, già autore di 4 reti stagionali fra campionato ed Europa League.

Qui Inter: il resoconto mercato di Andrea Bosio

Qui Inter: il resoconto mercato di Andrea Bosio

(andrea bosio)  Renato Ranucci, in arte Renato Rascel, noto attore, ballerino, comico e cantante scomparso nel lontano 1991, inventò la famosa frase: “La Roma non si discute, si ama!”.
Un’asserzione che venne fatta propria anche dai sostenitori delle altre squadre per sottolineare l’enorme quantità di amore che si riversa, a prescindere, nel rapporto con la squadra del cuore.
Un detto che, nonostante sia stato pronunciato in assoluta buona fede, ha fatto però più danni della grandine. In epoca di social (contenitore da me non amato e cassa di risonanza attualmente non sfruttata, per usare un eufemismo, nel migliore dei modi), non è affatto difficile imbattersi in schiere di tifosi che si ergono a paladini del vero tifo, sempre pronti a “contestare i contestatori” che vengono percepiti come autentiche serpi in seno da debellare.
Personalmente ho sempre fatto parte di coloro che, proprio perchè innamorati della propria squadra, pensano sia doveroso mettere in risalto le magagne anzichè girare la testa dall’altra parte e far finta che tutto vada sempre bene.
E’ dovere del buon tifoso, chiaramente in modo propositivo, con conoscenza e coscenza di quel che si dice e non un tanto al chilo, protestare se le cose non vanno come dovrebbero andare.

Ciò detto, oggi 1 settembre 2017, il tifoso dell’Inter ha tutto il diritto/dovere di essere quantomeno deluso. Dopo anni, finalmente, si può ripartire con una buona base tecnica e un allenatore all’altezza del blasone ma, nonostante lo stimolo dell’ottimo avvio in campionato, la società ha pensato “bene” di non puntellare a dovere la squadra, facendosi scappare dei calciatori che ci avrebbero permesso sia di fare il definitivo salto di qualità sia di completare la rosa.
Dopo i buonissimi acquisti dei due centrocampisti Borja Valero e Vecino, del centrale Skriniar e dei due promettenti laterali Cancelo e Dalbert, sarebbe bastato davvero poco. Se a questo aggiungiamo che le cessioni (13!) hanno fruttato un discreto tesoretto e che il bilancio è tornato su binari decisamente in linea con il FPF (Fair Play Finanziario, ndr), si fa fatica a capire come sia possibile che l’unico acquisto degli ultimi giorni sia stato il giovane Karamoh.
Anche perchè la società all’inizio del mercato, aveva fatto capire ben altro e questo elemento inevitabilmente ha lasciato molti con l’amaro in bocca. Errore da non ripetere in futuro e che evidenzia una scarsa attenzione nei confronti dei tifosi. Aspetto che solitamente rimane impresso a chi frequenta i gradoni del Meazza.

In buona sostanza, la prima e più dolorosa domanda del primo minuto del 1 settembre è chi giocherà se a uno dei due centrali difensivi verrà un raffreddore? La seconda è relativa al mancato acquisto di un vice Icardi ma, più in generale ci si chiede perchè correre il rischio, nell’anno in cui torneranno ad essere quattro le squadre qualificate per la nuova Champions League, di non centrare l’obbiettivo?
Le squadre in lizza, a meno di clamorose sorprese, sono cinque: noi dell’Inter, il Napoli, la Juve, il Milan e la Roma. Se per partenopei e bianconeri non dovrebbero esserci problemi ad arrivare alla meta, una delle altre tre si dovrà accontentare dell’Europa League.
Cosa non poco problematica sotto il profilo economico.
In ultima analisi, va comunque detto che la stagione 2017/18 potrebbe anche regalarci delle sorprese positive se infortuni e squalifiche, nei momenti topici, non saranno una variabile importante e se a gennaio la società interverrà sul mercato. Resta però il dispiacere, a oggi, di aver fatto 30 ma non 31.
Basterà? La risposta la sapremo nel futuro prossimo. Nel frattempo proprio perchè l’amiamo, la discutiamo…